Nulla di fatto la scorsa settimana. Il Tavolo di confronto sui temi dell’autotrasporto, convocato dalla viceministra Teresa Bellanova per giovedì 21 aprile non ha prodotto nessuna novità sostanziale ed è stato aggiornato al 28 aprile. Tra i temi che la viceministra affronterà con i rappresentanti delle associazioni di categoria che fanno capo a UNATRAS ci sono i criteri per la ripartizione dei 500 milioni di euro destinati ai possessori di veicoli Euro 5 e 6 di massa totale a terra superiore a 7,5 tonnellate, la circolare applicativa su liberalizzazione e accesso al mercato e la dispensa dall’esame per i veicoli di massa complessiva compresa tra 2,45 e 3,5 tonnellate.

Come ha riportato CNA-Fita alcuni giorni fa, molto probabilmente non sarà il credito d’imposta lo strumento per distribuire i 500 milioni alle imprese. Si starebbe invece studiando la possibilità di assegnare tali risorse tramite l’Agenzia delle Dogane, che già dispone dei dati relativi al consumo di gasolio dei primi tre mesi di quest’anno.

Tavolo autotrasporto, Ruote Libere chiede di coinvolgere altri soggetti

Intanto, Ruote Libere, l’associazione che riunisce molti piccoli trasportatori conto terzi, torna a farsi sentire dopo il duro scontro verbale con il presidente di Conftrasporto Paolo Uggè. Questa volta la portavoce Cinzia Franchini si rivolge direttamente alla viceministra, chiedendo di allargare gli “ammessi” al Tavolo di confronto permanente con il MIMS anche a soggetti che finora non sono stati rappresentati.

Queste le parole di Cinzia Franchini: “Ci rivolgiamo direttamente alla viceministra Bellanova chiedendo formalmente di allargare il tavolo superando la stantia formalità di incontri del tutto autoreferenziali e scollegati coi problemi concreti e gravissimi che l’autotrasporto sta vivendo. Cara viceministra, ci creda, quelle associazioni non possono risolvere problemi che loro stesse hanno contribuito a creare. Gli autotrasportatori non ne possono più di parole vuote e di promesse roboanti, non ne possono più di essere presi in giro. Il vecchio tavolo con il suo cerimoniale compassato va ribaltato, vanno aperte le finestre del palazzo e vanno ascoltate le voci di chi ogni giorno attraversa le strade del nostro Paese, le voci delle associazioni che non hanno nulla da difendere, se non le istanze del mondo che rappresentano”.

“Lo sappiamo – continua Franchini – è un esercizio più difficile e più crudo. I reciproci salamelecchi, le critiche di facciata che nascondono sintesi condivise, devono lasciare il posto a un dialogo aspro che consenta di mostrare al Governo la vera natura del problema senza falsi filtri accomodanti. Ci rivolgiamo a lei, viceministra, perché sappiamo che la sua storia personale e il suo impegno sindacale sono in grado di cogliere l’importanza di questa svolta. Da questo ascolto sincero, siamo certi, emergerebbero meno slogan sterili e più soluzioni concrete”.

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