Duro botta e risposta tra il presidente di FAI-Conftrasporto-Confcommercio, Paolo Uggè, e la portavoce di Ruote Libere, Cinzia Franchini. Sul tavolo c’è l’andamento del Tavolo (con la maiuscola, e scusate il gioco di parole), cioè del confronto tra Unatras e il Governo che è sfociato nel pacchetto da 500 milioni varato a beneficio degli autotrasportatori duramente colpiti dal caro carburanti e reso evidente dalla misura che ha calmierato il prezzo del carburante alla pompa, portando gasolio e benzina al di sotto dei 2 euro al litro di inizio marzo.

Conftrasporto e Ruote Libere: lo scontro verbale

Da un lato, dunque, Uggè che scrive chiaro e tondo che “solo degli irresponsabili potrebbero pensare, nel contesto attuale, di alimentare tensioni”. Dall’altro Cinzia Franchini che sottolinea come le “vecchie associazioni” non siano più “in grado di svolgere il loro ruolo di rappresentanza”. I due si sono scambiati accuse a mezzo stampa. Paolo Uggè lo scorso 25 marzo sottolineava il fatto che “in una simile situazione è facile che i bugiardi ed i mestatori provino ad approfittare della credulità di alcuni, o meglio della loro superficiale conoscenza dei fatti, che spesso li induce a soffermarsi sul particolare e a trascurare l’insieme”.

“D’altronde si sa, la critica è uno sgabello su cui uno sale per apparire più grande agli altrui, ma soprattutto ai propri. È il caso del “duo Franchini/Longo”. Sappiamo tutti come la prima operò da presidente di una federazione. Non mi pare, nonostante gli sforzi, di ricordare che abbia avuto grande successo. Il secondo, subito dopo aver condiviso e sottoscritto il protocollo d’intesa col governo in ogni sua parte, si è prodotto in dichiarazioni tendenti a metterne in dubbio i contenuti, accusando l’Unatras di arroganza e di incapacità, senza neppure rendersi conto che, puntando il dito contro i firmatari dell’intesa, lo puntava anche contro sé stesso”. Uggè ha difeso quanto ottenuto dalla rappresentanza riunita in Unatras nel provvedimento governativo che “prevede anche altri interventi di natura economica, che complessivamente ammontano a più di 860 milioni di euro, a cui si aggiungono le normative riguardanti l’attività di trasporto”.

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“La corretta valutazione di questi importanti risultati non è purtroppo aiutata dal clima di perplessità, se non di sfiducia, che si percepisce in una parte (e non certo nella totalità) della categoria. Sono ovviamente legittime le richieste di chiarimenti e le eventuali osservazioni mosse dai nostri associati, purché si appuntino a fatti reali e non alle menzogne diffuse dai mestatori e dai bugiardi di professione“.

La replica di Cinzia Franchini

Non si è fatta attendere la replica di Franchini: “con sorpresa e anche un po’ di imbarazzo scopriamo che Ruote Libere è ancora una volta nei pensieri di uno storico presidente di una vecchia associazione che dovrebbe rappresentare l’autotrasporto. Tale presidente appartiene a una generazione che mi ha preceduto e, anche per questo, per il rispetto dovuto alla sua esperienza anagrafica, unito a una affettuosa comprensione, prendo atto delle sue invettive contro di me che, di Ruote Libere, sono felice di essere la portavoce. Una settimana fa questo signore mi annoverava nella ben poco lusinghiera categoria dei bugiardi e dei mestatori, mentre oggi vengo definita ‘squalificata presidente del passato’ per aver sottolineato l’assoluta inefficacia dell’accordo raggiunto al Tavolo dell’autotrasporto sul tema del taglio del carburante”.

Cinzia Franchini

Il punto di vista di Ruote Libere è chiaro: “la categoria degli autotrasportatori – dice Franchini – non ha ricevuto le risposte tempestive che pretendeva davanti alla emergenza rappresentata dal caro-gasolio. Il taglio delle accise non ha di fatto giovato ai veicoli più virtuosi, gli Euro V e gli Euro VI, i 500 milioni promessi che avrebbero dovuto compensare tali squilibri non si sa ancora quando e come verranno utilizzati e nulla si è fatto per evitare speculazioni facilmente evitabili mettendo un tetto al costo del carburante. Questi sono i problemi concreti coi quali dobbiamo fare i conti ed è paradossale che chi ha firmato l’accordo col viceministro Bellanova ora si lamenti e chieda ‘responsabilità’ da parte del Governo“. Si prevedono nuove pagine di uno scontro che va avanti da molto tempo.

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