Sciopero generale il 29 maggio: possibili ripercussioni anche sull’autotrasporto
Venerdì 29 maggio 2026 è stato proclamato uno sciopero generale di 24 ore, con iniziative previste in molte città italiane. La mobilitazione potrebbe avere ripercussioni anche sul mondo dell'autotrasporto e della logistica. Al centro: salari, pensioni, precarietà, casa, industria, diritto di sciopero, spese militari e politica estera.
Venerdì scorso, dall’incontro tra Governo e associazioni dell’autotrasporto è venuta fuori la notizia della sospensione del fermo proclamato da Unatras. Le recenti crisi, però, continuano a sortire mobilitazioni di vario genere. Ultima, in ordine cronologico, uno sciopero generale indetto da alcune sigle tra cui Cub, Sgb, Adl, SiCobas, Usi Cit e Usb per la giornata di venerdì 29 maggio 2026.
Sciopero generale 29 maggio, le motivazioni
La mobilitazione, che potrebbe avere ripercussioni anche sul mondo dell’autotrasporto e della logistica, nasce come risposta all’aumento del costo della vita, alla perdita di potere d’acquisto di salari e pensioni, alla precarietà del lavoro e alla crescita delle spese militari.
Nel comunicato, redatto e pubblicato dalle sigle aderenti allo sciopero, si sottolinea che dal 2021 i salari avrebbero perso l’8% rispetto all’aumento del costo della vita, mentre le pensioni avrebbero registrato una perdita superiore al 9%.
Tra i temi della protesta rientrano anche fisco e lavoro. Il comunicato evidenzia il peso dell’Irpef su lavoratori dipendenti e pensionati e richiama i dati sull’evasione fiscale e contributiva. E poi spazio anche all’industria, con il richiamo alle ore di cassa integrazione e alla crisi dell’automotive, agli sfratti e alle politiche abitative. I promotori contestano, inoltre, quelle che definiscono restrizioni al diritto di sciopero e al dissenso, in particolare nella logistica.