Perché il Model year 2026 di IVECO è una questione (soprattutto) di ecosistema
Con un evento internazionale alle OGR di Torino, IVECO ha lanciato ufficialmente l'aggiornamento della gamma, da quella leggera a quella pesante. Focus, in particolare, sui servizi, con la volontà di spingere sulla connettività per far vivere ad autisti e gestori della flotta un'esperienza più integrata, ma soprattutto di agevolare il business delle aziende di trasporto. Si avvicina, intanto, il closing dell'operazione Tata, atteso entro settembre.
Se la presentazione del Model year 2024, avvenuta alla fine del 2023 a Barcellona (quella del miliardo di euro di investimenti, per intenderci), era stata particolarmente focalizzata sui veicoli e sulle novità lungo l’intera gamma, al lancio ufficiale della nuova era, il Model year 2026, si è parlato soprattutto di quello che c’è intorno al camion. ‘Ecosistema’ è stata una parola particolarmente citata alle OGR di Torino, le Officine grandi riparazioni che ancora una volta sono state scelte dal costruttore per un evento internazionale che ha riunito oltre 2.000 persone la prima settimana di luglio.
D’altronde, quello che vive adesso IVECO è un momento cruciale nella sua storia, con i primi 50 anni appena scavallati e un passaggio di proprietà di Iveco Group dalla Exor a Tata Motors in via di definizione, come ha confermato il top management proprio a Torino. Il closing dovrebbe essere questione di settimane, con la fine del Q3 di quest’anno come data ultima, fino a nuovo ordine. L’aggiunta di un ulteriore tassello, quello del nuovo Model year, appare anche come un riposizionamento sul mercato, con un’idea abbastanza chiara espressa proprio dal CEO di Iveco Group, Olof Persson, che ha fatto gli onori di casa anche nella giornata dedicata alla stampa.
IVECO presenta il Model year 2026 e la volontà di essere premium partner
Altra espressione particolarmente citata, infatti, è stata ‘premium partner’, a cui va attribuito un significato ben preciso: IVECO, infatti, ambisce a essere percepito come un partner affidabile ed efficiente, in grado di affiancare i clienti lungo l’intero ciclo di vita del veicolo. Camion o furgone che sia. Partendo dalle limature al prodotto presentato nel 2024 proprio in termini di affidabilità, passando dalla capacità di individuare e analizzare i problemi con un approccio proattivo e non passivo, e finendo con la disponibilità dei punti di assistenza disseminati per l’Italia e l’Europa. «Negli ultimi due anni ci siamo dedicati a sviluppare un nuovo modello operativo», ha riassunto Persson, «e confidiamo nel fatto che questo possa dare dei frutti nel prossimo futuro». Gli ha fatto eco Luca Sra, responsabile della business unit Truck in Iveco Group spiegando che «ogni singolo punto della vita di un truck conta» e riponendo la sua fiducia negli «oltre 400 dealer, 2.300 service point e negli oltre 300 center of excellence» che compongono la rete IVECO. E da qui al 2030 l’obiettivo è dotare le officine di nuovi tool digitali, come realtà aumentata, intelligenza artificiale e strumenti avanzati di diagnostica. Alcuni di questi li abbiamo provati proprio a Torino.

Prima di addentrarci in ciò che di nuovo troveranno i clienti IVECO che sceglieranno i modelli 2026 ci soffermiamo sulla sessione di domande e risposte a cui si sono sottoposti Persson, Sra, ma anche il CTO Marco Liccardo e il responsabile della qualità di Iveco Group, Domenico Nucera. Domande che hanno riguardato il closing con Tata Motors, così come la mancata partecipazione di IVECO alla IAA di Hannover. Un segnale sicuramente significativo per un gruppo che, lo ripetiamo, vive un momento di transizione. «Abbiamo scelto un modello diverso quest’anno, organizzando un evento internazionale come quello di Torino e coinvolgendo migliaia di persone: non si tratta di un passo indietro, ma di una decisione diversa dal solito, pur riconoscendo l’importanza di una fiera come IAA», hanno spiegato i manager con molta chiarezza. Altro argomento sul tavolo, appunto, la volontà di essere riconosciuti come un brand premium, rivendicata da IVECO pensando soprattutto agli altri mercati europei, in cui le quote di mercato sono lontane da quelle associate all’Italia. Ma anche questo può essere letto come un segnale di cambiamento, pensando in particolar modo a quello che c’è oltre il prodotto, come abbiamo detto.

Perché sono così importanti i servizi?
La nostra domanda è stata sul focus orientato ai servizi, appunto. È questo, secondo IVECO, il terreno di sfida nella competizione del futuro prossimo? «Non proprio», ci hanno risposto. «Piuttosto, vanno considerati gli importanti investimenti fatti poco più di due anni fa in occasione del lancio del Model year ’24», dando vita a una gamma che «sta ben performando nel suo complesso». I servizi, però, sono «fondamentali per poter essere considerati un brand premium come ci proponiamo di fare». In chiusura, un accenno su Torino, che Persson ha definito come «la mia nuova casa» e che resterà centrale per Iveco Group anche in un futuro che sarà all’interno del gruppo Tata. «Abbiamo dichiarato già lo scorso anno che il ‘cervello’ di Iveco Group, quindi l’R&D, sarebbe rimasto a Torino e non ci sono cambiamenti in vista in questo senso», ha detto chiaramente il CEO svedese.


Dunque, cosa cambia con la nuova gamma? Dal punto di vista estetico, giusto un elemento di riconoscibilità sulla calandra: rosso per i camion termici, blu per quelli elettrici. Colori che risaltano sul ‘metallic grey’ scelto da IVECO per la presentazione di quest’anno. Parlando di gamma Way, la cabina era stata profondamente rivista già due anni fa, particolarmente nello sterzo, nella plancia, negli accessori della seconda postazione, quella del passeggero o che può fungere da angolo di lavoro o svago per l’autista. Punti di forza sono il volante compatto da 450 millimetri, regolabile e sollevabile verticalmente, lo schermo touch da 10 pollici e il quadro strumenti TFT personalizzabile. Diverse le opzioni di materasso disponibili in gamma, così come sono state incrementate le possibili personalizzazioni dello spazio interno. E sotto lo schermo dell’infotainment, il cui sistema è stato migliorato con la volontà di mettere a disposizione dell’utente i servizi in modo più immediato, fa capolino una bandiera italiana che riporta, nelle intenzioni di IVECO, alla storica eccellenza industriale del nostro paese.

Tutto su connettività e assistenza proattiva
Quindi va affrontato il capitolo della connettività, che riguarda i gestori delle flotte, ma anche più direttamente gli autisti. Il TCO calculator è il tool che permette di avere sempre sotto controllo le prestazioni del veicolo e verrà implementato proprio con il lancio della nuova gamma. Si monitorano in modo accessibile sia i dati provenienti dal camion, sia le performance di guida dell’autista, con il dettaglio delle voci che contribuiscono al risparmio sui consumi, che IVECO quantifica fino all’11 per cento rispetto alla generazione pre-2024. Il sistema sviluppato da IVECO è in grado di calcolare i benefici in termini di risparmio nell’arco di cinque anni.
Tra gli altri strumenti che IVECO ha affinato contestualmente al lancio della nuova generazione di veicoli ci sono le Easy app destinate agli autisti, che permettono di programmare da remoto, per esempio l’accensione di riscaldamento e raffreddamento, effettuare aggiornamenti over-the-air e pianificare la check list prima di partire. I tecnici IVECO ci hanno detto che proprio quella dei comandi da remoto è la funzionalità più utilizzata e molto presto sarà possibile integrare i dati del sistema di navigazione proprio sulla app. Un esempio? Sui veicoli elettrici si potrà avere a disposizione la mappa dei punti di ricarica adatti, per potenza e spazio utile, alle caratteristiche del veicolo.
In poche parole, il modello di servizio di IVECO si evolve sempre più da reattivo a predittivo grazie alla spinta della connettività, che coinvolge già oggi oltre 200mila veicoli. Oggi si aggiunge a questo una funzionalità, GeoTrack, che offre informazioni sullo stato di riparazione dei veicoli che si trovano in officina, grazie anche al geofencing. Tutti termini forse non così usuali per chi si occupa di camion, ma che tracciano la via pensando allo scenario di un domani non così lontano.

