La notizia non siamo certo noi a darla, visto che è praticamente su tutte le testate da giorni. Tesla avrebbe avviato la produzione su larga scala del suo celeberrimo Semi, il camion elettrico per le lunghe percorrenze di cui si parla da quasi un decennio. Se n’è parlato tanto – com’è inevitabile per qualsiasi cosa sia legata a Tesla o al suo mentore, Elon Musk – ma finora poco si è visto. Tante promesse, qualche sortita fieristica (c’era, per esempio, alla IAA di due anni fa), teaser social centellinati ma di grande presa, e poco altro.

Le questioni che Tesla ha dovuto risolvere in questi anni, infatti, sono state diverse. Dal peso complessivo del camion, fino alla tecnologia delle batterie. Sono filtrate sempre poche informazioni dal costruttore americano, ma appare abbastanza chiaro come gli ingegneri Tesla non volessero ‘bruciare’ il camion sul mercato prima di essere sicuri del suo successo. Da qui sono nati i continui rinvii, anche dopo il 2022, quando alcuni esemplari furono effettivamente consegnati a uno dei primi clienti del Semi, il gruppo PepsiCo.

Il Tesla Semi in produzione: autonomia fino a 800 km

Adesso, forse, ci siamo, con i primi esemplari usciti non da una linea secondaria, ma dalla linea di produzione, per così dire, definitiva. L’obiettivo dichiarato da Tesla è quello di raggiungere una capacità produttiva di 50mila camion elettrici l’anno: numeri che sembrano enormi, anche considerata la ricettività di un mercato fortemente sfidante come quello americano. Peraltro, proprio al partecipazione di Tesla alla scorsa IAA ha confermato l’intenzione di aggredire, nel prossimo futuro, l’Europa anche con i camion.

Stando a quanto emerso negli ultimi giorni, il Semi avrebbe un peso inferiore di circa 450 chili rispetto all’ultima versione conosciuta. Le batterie vengono assemblate nello stesso complesso industriale dove si trovano le linee di assemblaggio e verranno resi disponibili due diverse configurazioni, che differiscono in termini di capacità dei pacchi batterie, e dunque di autonomia: quello ‘light’ avrebbe la possibilità di percorrere poco più di 500 km, mentre il modello più adatto per il lungo raggio toccherebbe, come più volte dichiarato dal costruttore, gli 800 km con una ricarica.

Interessante anche il prezzo, annunciato tra i 260mila e i 290mila euro a seconda della configurazione dei pacchi batterie. Ben inferiore ai player ‘tradizionali’ al momento attivi in Nord America e più o meno in linea con la proposta di Windrose, il diretto concorrente (anche e soprattutto per progetto tecnico e caratteristiche dei veicoli) del Semi che verrà. Molto presto, a quanto sembra.

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