La decarbonizzazione nel trasporto merci si raggiungerà con il contributo di tante tecnologie, di diverse alimentazioni. Ne è convinta anche Renault Trucks, che ha riaffermato con forza questo messaggio nel corso di Transpotec Logitec. E lo ha fatto presentando alcune novità interessanti, con un paio di primizie assolute per il mercato italiano. Il gruppo francese, però, ha fatto di più: ha annunciato l’avvio di una campagna che mira ad assegnare una ‘etichetta di decarbonizzazione’ ai tanti veicoli in gamma, in base alle loro caratteristiche: Platino agli elettrici; Oro ai veicoli termici più avanzati e con soluzioni, come le telecamere al posto degli specchi, che danno benefici in termini di riduzione delle emissioni; Argento ai veicoli termici nuovi e Bronzo a quelli usati. Già, perché la valorizzazione dell’usato certificato Renault Trucks è stato un altro dei messaggi cardine della Casa francese alla fiera meneghina.

Renault Trucks a Transpotec: le parole dell’AD Savelli

“Obiettivo della campagna è togliere il senso della responsabilità ai trasportatori”, ha detto l’AD Edouard Savelli, sfoggiando un ottimo italiano. “Non tutti i clienti hanno la forza di passare all’elettrico, ma questo non significa che non si possano fare dei passi avanti importanti in ottica di riduzione delle emissioni nocive, e ora lo vogliamo mostrare concretamente”. A Marco Bonaveglio, direttore vendite, è toccato il punto sul mercato, con Renault Trucks che vede aumentare la sua quota di mercato nel segmento più alto, quello over 16 ton, fino a superare il 6 per cento. Al di sotto delle aspettative, invece, sia nella gamma media, che si sta contraendo anche in termini assoluti, sia nella gamma più bassa, che comprende Master e Trafic. “Dobbiamo fare di più per aumentare la nostra penetrazione tra i furgoni, anche perché disponiamo di due modelli, e specialmente il Master che è stato rinnovato da poco, che hanno tante potenzialità”.

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Tra i camion elettrici, Renault Trucks rimane un riferimento, sebbene i due marchi tedeschi siano in questo momento davanti. Con la presentazione dei nuovi modelli a Solutrans, lo scorso novembre, la gamma si è notevolmente ampliata. Partiamo dal modello più grande, il T 780 E-Tech che a Transpotec ha vissuto l’anteprima italiana.

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Grazie al nuovissimo assale elettrificato, è possibile montare fino a otto pacchi batterie per un totale di ben 780 kWh disponibili, che consentono di raggiungere un’autonomia best in class di 660 chilometri. Per assorbire il carico, il T 780 monta un terzo assale sollevabile ed è predisposto per la ricarica megawatt, con una possibilità (teorica, al momento) di ricarica dal 20 all’80 per cento in appena 40 minuti.

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Il resto della gamma, tra elettrici, termici e usato

Restano in gamma i trattori elettrici ‘tradizionali, il T 585 e il T 540 in configurazione 4×2, mentre per il trasporto regionale e urbano ecco il D14 E-Tech, anche questo presentato lo scorso anno a Lione. E poi i furgoni, con il Master off-road a trazione anteriore (che abbiamo provato alla fine dello scorso anno in Spagna), pensato per operare anche su terreni sconnessi e sterrati. Sarà disponibile da settembre, in versione sia diesel, sia elettrica. Per il trasporto passeggeri, invece, anteprima assoluta per il Master Combi diesel: la versione con vetri oscurati, molto elegante, che abbiamo visto in fiera, ha attirato l’attenzione di diversi clienti, secondo i manager di Renault Trucks.

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Tornando ai camion, allo stand abbiamo visto anche il T Smart Racer MY2026, l’ultimissima versione dell’ammiraglia termica di Renault Trucks, naturalmente per il lungo raggio. E poi, come detto, attenzione all’usato, con la linea T01 Racing a rubare la scena. “Non tutti i veicoli possono diventare T01 Racing”, ha spiegato il responsabile dell’Usato di Renault Trucks Italia, Diego Isaia. “Possono diventarlo solo quelli della gamma Evolution, e solo se rispettano determinate caratteristiche. La Used Truck Factory di Renault Trucks, in questo senso, è garanzia assoluta”. E c’è di più: “L’usato può avere un ruolo nella decarbonizzazione del trasporto”, ha aggiunto Isaia, “se non come emissioni allo scarico, attraverso l’allungamento del ciclo di vita del prodotto, che permette di ridurre le emissioni derivanti dal ciclo produttivo dei camion”. Un punto di vista diverso per raggiungere, almeno in parte, l’obiettivo.

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