La Commissione UE arriva in soccorso delle Case automobilistiche e concede più tempo per adeguarsi agli standard imposti per la riduzione delle emissioni. Proprio oggi la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha dichiarato che proporrà un emendamento mirato ad aumentare da uno a tre anni il tempo concesso ai costruttori.

Dunque, non un annullamento delle multe previste dal piano europeo, ma una dilazione, comunque molto importante per i costruttori stessi, nonché per molti governi. Primo tra tutti quello italiano, con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha parlato subito di “salvataggio dell’industria europea” a proposito della novità annunciata da von der Leyen.

Multe UE per le Case automobilistiche: cosa potrebbe succedere

“Dobbiamo attenerci agli obiettivi concordati”, ma anche “ascoltare le voci che chiedono più pragmatismo in questi tempi difficili”, avrebbe detto la presidente della Commissione UE secondo diversi organi di stampa. Gli obiettivi, insomma, rimangono inalterati ma verranno molto probabilmente concessi tre anni di tempo per raggiungerli e non più uno.

Durante l’incontro con i rappresentanti del mondo automotive si è anche parlato della possibilità di fornire un supporto più concreto da parte delle istituzioni europee riguardo lo sviluppo delle soluzioni di guida autonoma, ma anche nell’ambito dello sviluppo di un’industria europea forte nella produzione delle batterie, tuttora appannaggio dei paesi dell’Estremo oriente. “Valuteremo la possibilità di sostenere direttamente i produttori di batterie dell’UE”.

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Christian Levin

Il commento di ACEA

L’adozione di un approccio più pragmatico è stata subito applaudita da ACEA, l’associazione europea che riunisce i costruttori automotive, molto preoccupati dall’immobilismo del mercato dei veicoli elettrici in Europa. Il responsabile della sezione Commercial Vehicles, il numero uno di Traton e Scania Christian Levin, ha parlato chiaro: “Abbiamo meno di 5 anni per passare da una quota di mercato del 2% a una del 35% senza che, ad oggi, ci siano le necessarie condizioni abilitanti”. Lo sviluppo dell’infrastruttura, incentivi che possano avvicinare il prezzo dei veicoli elettrici a quelli con powertrain tradizionale e, in generale, l’aumento della domanda sono elementi fondamentali per raggiungere gli obiettivi europei.

Il neo presidente di ACEA Ola Kallenius si è detto soddisfatto del dialogo con le istituzioni UE ma esprime preoccupazione riguardo agli obiettivi fissati per il 2035. Da più parti si chiede, insomma, una maggiore apertura verso soluzioni tecnologiche diverse dal full electric, dal plug-in hybrid ai range extender, fino all’idrogeno (quest’ultimo, a dire il vero, al momento non ha praticamente presa sul mercato).

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