Tra le presenze più attese ad Hannover rientra sicuramente BYD, nome di riferimento nei settori delle passenger car e dei bus, che si appresta ora a lanciare una vera e propria offensiva anche nel trasporto merci pesante. Ne abbiamo parlato con Domenico Gostoli, manager con una lunga esperienza nell’automotive e oggi responsabile truck&bus di BYD per l’Europa. A lui spetta non soltanto il compito di costruire la squadra – e lo sta facendo, attingendo anche dall’Italia, come dimostra l’arrivo di Fabrizio Buffa da IVECO – ma anche di dettare la linea. Con un obiettivo ambizioso: ritagliarsi un ruolo da protagonista nel mercato europeo dei truck e impensierire davvero le otto sorelle.

BYD alla IAA 2026: cresce l’attesa

La IAA 2026 bussa alle porte, e crediamo possa essere un evento cruciale per il futuro di BYD. Cosa possiamo aspettarci a Hannover?

IAA Transportation 2026 rappresenta per BYD uno spartiacque fondamentale. Non saremo ad Hannover semplicemente per esporre veicoli, ma per mostrare una visione completa del futuro del trasporto commerciale. Per BYD, l’elettrificazione del trasporto non è più un’ipotesi del futuro o un progetto pilota, ma una soluzione concreta, affidabile e pronta a operare su larga scala nel contesto europeo.

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Parliamo di prodotto. Con che tipo di veicoli si presenta BYD sul mercato europeo dei truck? E verranno prodotti in Cina o c’è l’idea di poterli produrre o assemblare direttamente in Europa?

Non posso ancora svelare tutti i dettagli dei modelli che debutteranno ufficialmente il 14 settembre ad Hannover, una gamma che coprirà le mission chiave del trasporto con un focus preciso sull’efficienza operativa e sul Total cost of ownership (TCO) per i clienti. Per quanto riguarda la produzione, forti anche della nostra consolidata presenza in Ungheria con il settore dei bus, valutiamo costantemente l’evoluzione dei volumi sul mercato europeo per strutturare la nostra catena del valore e la presenza industriale nel modo più efficiente e flessibile possibile vicino ai nostri clienti.

Nel segmento delle auto, per non parlare dei bus, BYD sta mostrando tutte le sue potenzialità. È lecito aspettarsi qualcosa di simile nel mondo truck? Qual è il vostro piano di azione per i prossimi – diciamo – 5 anni?

Assolutamente sì. La forza di BYD risiede nel suo DNA tecnologico: siamo l’unico costruttore che sviluppa in-house l’intero ‘cuore’ dell’elettromobilità, dalle batterie di seconda generazione (quelle note come blade battery, ndr) ai motori, fino all’elettronica di potenza. Nei prossimi cinque anni, il nostro obiettivo nel settore truck è diventare un partner di riferimento per le flotte europee. Puntiamo a offrire un ecosistema completo che garantisca la continuità di business e un’unica interfaccia con il cliente su tutto il sistema di trasporto.

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L’importanza del team, in via di formazione

Parliamo di persone. Tra i suoi compiti rientra anche quello di creare e formare un team di persone che possa guidare il marchio nella sfida della competizione a livello europeo. Come si sta muovendo in questo senso? Quali figure cerca? E qual è il suo obiettivo guardando proprio alla composizione della squadra BYD truck&bus?

Costruire la squadra giusta è la mia priorità assoluta. Il mercato europeo dei veicoli industriali richiede competenze verticali fortissime e un’intima conoscenza delle esigenze dei trasportatori. Stiamo integrando figure con un solido background nell’automotive e nella logistica pesante, ma anche specialisti di infrastrutture energetiche e servizi post-vendita. Cerchiamo persone capaci di coniugare la visione dell’innovazione con il pragmatismo quotidiano delle flotte: il nostro obiettivo è avere un team multidisciplinare, fortemente orientato al cliente e presente nei mercati chiave europei.

Tra i vari paesi europei ci sono dei mercati sui quali punterete più di altri oppure la strategia sarà simile, a prescindere dal contesto nazionale?

L’Europa è un mosaico complesso, ma con linee guida comuni legate alla decarbonizzazione e alla normativa. Avremo un approccio basato sull’analisi della linea di domanda naturale e delle reali opportunità di sviluppo. Il nostro DNA è quello di essere il vettore che vuole guidare la transizione energetica. Da un lato daremo priorità ai paesi che presentano un’infrastruttura di ricarica più matura e politiche di incentivo chiare (come le nazioni del Nord Europa e la regione DACH); dall’altro consideriamo mercati come l’Italia, la Francia e la penisola iberica altamente strategici per la logistica regionale. La nostra strategia è adattare il modello commerciale alle specificità di ogni Paese, mantenendo un’elevata consistenza nei servizi offerti.

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Una foto scattata allo stand BYD alla IAA 2024. Nuovi modelli sono stati annunciati per la IAA di quest’anno. Staremo a vedere…

I costruttori ‘tradizionali’, quelli che da più tempo operano nel mercato europeo, ritengono di avere un grande vantaggio rispetto ai ‘newcomer’ nella disponibilità di una rete di assistenza capillare. Pensa che possa essere realmente un ostacolo per i vostri piani oppure state già lavorando per assicurare ai clienti un’assistenza paragonabile a quella delle ‘otto sorelle’?

Consapevoli di quanto l’uptime sia fondamentale per un’azienda di autotrasporto, sappiamo che un camion fermo è un costo. La rete di assistenza non è un dettaglio, è la spina dorsale del business. Non intendiamo improvvisare: forti della nostra già grande esperienza e della flotta di bus elettrici già attiva in Europa – un business di cui conosciamo a fondo le esigenze – sappiamo bene che il post-vendita richiede flessibilità e risposte qualitative immediate. Per farlo, deleghiamo o nominiamo service provider d’eccellenza, combinando l’esperienza dei partner locali con la nostra diagnostica predittiva remota e una catena di parti di ricambio dedicata. In questo modo garantiamo standard di supporto e tempi di ripristino del tutto paragonabili agli attori storici.

Come è destinato a cambiare lo scenario del trasporto pesante in Europa nei prossimi anni, secondo la sua esperienza e dal suo punto di vista?

Stiamo assistendo alla più grande trasformazione nella storia della logistica. Nei prossimi anni non si sceglierà più solo il veicolo, ma l’intero sistema energetico che lo alimenta, con un focus imprescindibile su come il cliente utilizza concretamente il mezzo nella sua operatività quotidiana. L’aumento dei vincoli ambientali, la rapida evoluzione della tecnologia, delle infrastrutture ad alta potenza (come la ricarica megawatt) e la necessità di ridurre il TCO spingeranno le flotte verso un’elettrificazione sempre più rapida nelle tratte regionali e hub-to-hub. Soluzioni di trasporto che devono nascere ed essere “future-proof”, per così dire. Chi saprà offrire flessibilità nella risposta alla domanda, semplicità, affidabilità e un unico punto di contatto per veicolo ed energia guiderà questa transizione. Ed è esattamente qui che BYD intende posizionarsi.

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