Adesso, possiamo dirlo, ci sono tutti. Le otto sorelle hanno tutte in gamma almeno un modello in versione elettrica, dunque a zero emissioni allo scarico. Dopo l’anteprima italiana a Transpotec 2026, infatti, Ford Trucks mette a disposizione dei clienti anche la gamma F-Line E, prima incursione nel trasporto elettrico. Noi abbiamo incontrato Mauro Schiratti, Product & Homologation manager di Ford Trucks Italia, per conoscere più nel dettaglio le caratteristiche del nuovo prodotto. Ma non solo: abbiamo parlato anche dei camion con motore termico della F-Line di Ford Trucks, e specialmente delle potenzialità nel settore construction.

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Mauro Schiratti, Product & Homologation manager di Ford Trucks Italia

Ford Trucks F-Line, adesso anche elettrico

Ecco, quindi, la gamma F-Line E, vista in Italia per la prima volta a Transpotec. Da dove arriva?

«Avevamo presentato dei prototipi negli anni scorsi, ma questa serie si differenzia abbastanza da quei primi esemplari, a partire dal design, fino alla cabina. Nello specifico, abbiamo due veicoli stradali: a due e tre assi. Il 4×2 è tecnicamente un veicolo da 19 tonnellate perché si sfrutta la tolleranza che consente la normativa europea di una tonnellata. Quindi anche il veicolo da 26 tonnellate che può caricare fino a 27 ton. Il veicolo due assi e quello a tre assi hanno lo stesso motore, cambia fondamentalmente solo la mappatura. Il motore elettrico è doppio per non concentrare il calore in un unico punto: i due motori lavorano in contemporanea con due inverter separati. Ovviamente, la centralina di controllo è una sola. I motori si trovano in posizione centrale, nella parte anteriore del veicolo, abbinati a un cambio a tre marce. La potenza è di 390 kW (530 cavalli, ndr) di picco, mentre in continuo siamo intorno ai 415-420 cavalli; la coppia erogata in continuo è a intorno ai 1.400 Nm».

E per quanto riguarda le batterie?

«Possiamo montare fino a quattro pacchi batterie sul veicolo da 27 ton, con autonomia di 300 chilometri almeno, mentre il 4×2 monta tre pacchi batterie per un’autonomia di circa 250 chilometri. I pacchi sono uguali in termini dimensionali. Ogni pacco batteria ha una capacità nominale di poco inferiore ai 100 kWh; quindi, possiamo arrivare fino a circa 395 kWh nella configurazione a quattro pacchi».

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Per la ricarica?

«La potenza di ricarica massima di 285 kW ci consente di ricaricare dal 20 all’80 per cento in circa 50 minuti. A Transpotec, il veicolo era in mostra accanto a una colonnina della MAU Energy, che è un’azienda di famiglia, diciamo così, collegata a Ford Trucks Italia. Con loro abbiamo un accordo che ci permette di andare dal cliente e rispondere alle sue esigenze anche in termini di infrastruttura. Il nostro obiettivo è vendere il veicolo elettrico come facciamo con quelli diesel: il cliente deve solo pensare a poter fare al meglio il suo lavoro. MAU Energy è in grado di sia a fornire punti di ricarica in qualunque configurazione, dal singolo veicolo alla flotta, sia di installare sistemi di accumulo di energia. o anche di installare pannelli fotovoltaici. Dipende dalle esigenze del cliente e dalle caratteristiche del suo deposito, insomma».

Il giusto compromesso tra autonomia e capacità di carico

Come strutturerete la vostra offerta, ora che c’è a disposizione anche il camion elettrico? A chi vi rivolgete principalmente?

«Abbiamo concepito un veicolo non con un’autonomia estrema, ma con una capacità di carico ottimale, proprio per rivolgerci principalmente a chi effettua trasporto in ambito locale, o comunque regionale. La capacità di ricaricare abbastanza velocemente il veicolo, poi, è un elemento importante per i nostri clienti. Grazie anche alla PTO alimentata da un motore elettrico da circa 100 cavalli, l’F-Line E diventa un’opzione importane anche per le municipalità, quindi per la raccolta rifiuti».

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Immaginiamo che l’F-Line E sia competitivo anche in termini di costo iniziale di acquisto, senza dubbio una barriera importante per tante aziende di trasporti in questo momento…

«Assolutamente sì. Il fatto di aver ottimizzato il veicolo per un uso locale e regionale, dove secondo noi oggi la tecnologia elettrica è più indicata, va proprio in questa direzione. Aggiungo di più: avendo dimensionato ad hoc i pacchi batterie siamo riusciti anche a contenere i costi, con un vantaggio rispetto alla concorrenza di un 10-15 per cento circa in meno. E poi c’è la questione del TCO».

In che senso?

«Non in Italia, ma casa madre ha fatto delle simulazioni e ha visto che si rientra dai costi di acquisto e di gestione del veicolo rispetto a un veicolo diesel equivalente in meno di 5 anni. Altra cosa importante da sapere è che noi diamo una garanzia della batteria di 8 anni, assicurando che non perda più del 30 per cento di capacità. Qualora questo succedesse, verrebbe sostituita in garanzia».

Come vi state organizzando in termini di assistenza, pensando proprio agli elettrici?

«Tema molto importante. I nostri formatori sono già in fase di training verso casa madre e a breve inizieranno i corsi di formazione per le officine. Va anche precisato che la formazione su un veicolo elettrico è specifica solo per quel che riguarda la parte di motorizzazione e la gestione dell’alta tensione, soprattutto in termini di sicurezza, perché poi per il resto è un veicolo normale. Anche gli spazi delle officine, chiaramente, vanno ripensati per permettere una gestione in sicurezza dell’alta tensione, appunto».

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Lo stand Ford Trucks Italia a Transpotec 2026

La gamma construction della famiglia F-Line

Quali sono, invece, sempre parlando di F-Line, le novità nel construction?

«Abbiamo già venduto diversi mezzi d’opera col passo da 4.350 mm però li importavamo col passo lungo da casa madre e li accorciavamo qua in Italia, quindi avevano comunque un costo aggiuntivo che poi ci posizionava fuori mercato. Adesso, invece, la novità è che finalmente abbiamo un veicolo che viene prodotto già con passo di 4.350 mm, adatto al mercato italiano, consentendoci di riposizionarci meglio sul mercato».

Tutto questo è nato dall’esigenza pratica dei vostri clienti qua in Italia?

«Sì, perché poi quei veicoli che abbiamo venduto hanno avuto successo, i clienti sono contenti e li vogliono riacquistare. Più di un cliente mi ha parlato di vari aspetti positivi come sicurezza, motricità, robustezza, motore. Quindi, non avendo neanche manifestato nessun tipo di problema, casa madre ha deciso di investire nell’accorciamento del passo procedendo anche alle necessarie omologazioni».

E per quanto riguarda gli allestimenti?

«Per quanto riguarda i veicoli 8×4 abbiamo tre diverse tipologie, principalmente: i ribaltabili, identificati dalla sigla 41-45D; poi abbiamo il 41-45M, che sta per mixer e un veicolo adatto alle betoniere. Infine, abbiamo il 41-45P che sta per pompa calcestruzzo. E poi non vanno dimenticati i veicoli F-Line per la distribuzione, altro ambito molto importante per Ford Trucks».

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