Geotab è un’azienda non semplice da inquadrare, e questo è decisamente un complimento per un gruppo ancora piuttosto giovane (sono recenti i festeggiamenti per i primi 25 anni dalla fondazione da parte di due visionari canadesi) ma già punto di riferimento anche nel settore del trasporto commerciale. La telematica, infatti, è il filo conduttore dell’attività di Geotab, che negli anni però si è evoluta abbracciando le nuove tendenze tecnologiche, a cominciare dall’applicazione delle logiche di intelligenza artificiale, e lavorando a stretto contatto con diversi costruttori, nel trasporto leggero come in quello pesante.

Punto di partenza (ma non certo di arrivo…) della nostra ultima chiacchierata con Franco Viganò, adesso Associate Vice President EMEA di Geotab, è stato l’annuncio di una partnership siglata tra Ford Trucks Italia e Geotab per la diagnostica da remoto dei camion dell’Ovale Blu, con l’obiettivo, dichiarato da Ford Trucks, di ridurre i tempi di fermo di circa il 15 per cento e aumentare quindi l’uptime. “Ford Trucks Italia vuole fornire un servizio di manutenzione premium ai clienti, dando visibilità delle anomalie del camion in termini di manutenzione preventiva e diagnostica da remoto”, ha detto Viganò chiarendo i termini dell’accordo. “Su ogni camion nuovo venduto, insomma, ci sarà un sistema Geotab per automatizzare gli aspetti manutentivi”.

Parla Franco Viganò (Geotab): la collaborazione con gli OEM nel settore truck

Geotab collabora con diversi OEM: come si pongono nei confronti della telematica?

Tutti i costruttori stanno investendo nella telematica e affrontando il proprio percorso di apprendimento legato a questa tecnologia. Collaboriamo con loro in varie forme (con alcuni la collaborazione è molto approfondita), condividendo esperienze per migliorare e ottimizzare la raccolta e la trasmissione dei dati.

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Geotab è un vero e proprio riferimento globale nella telematica. Lungo quali direttrici si muove il gruppo, pensando nello specifico al trasporto commerciale?

Quest’anno, secondo me, i pilastri della nostra azione sono due: sostenibilità e sicurezza. Sostenibilità in due filoni, ambientale ed economica, con quest’ultima che sta assumendo un’importanza sempre più elevata data la contingenza che stiamo vivendo in questo periodo storico. Pensiamo solo al costo carburante, per esempio.

Bisogna, secondo noi, trovare il modo di ottimizzare i consumi. Per questo, Geotab offre un modulo software aggiuntivo di routing and scheduling, quindi un organizzatore di viaggio. Il routing, la pianificazione del viaggio per il last mile o per i trasporti in generale, è un argomento molto complesso nella logistica. Noi abbiamo un motore che prende tutte le variabili, le analizza e poi fa una serie di proposte; prospetta una serie di ambienti, insomma, che mette a disposizione del fleet manager, il quale poi li trasmette all’autista. E poi dimostriamo con i numeri che quando parliamo di sostenibilità parliamo anche di sicurezza.

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In che senso?

L’autista è una figura chiave in questo scenario. Un nostro recente sondaggio ha evidenziato che il 94 per cento dei driver è molto aperto ad aiuti della tecnologia, purché questi aiuti vengano usati per supportarli. E quindi ci siamo concentrati sul driver, da una parte fornendogli un supporto AI tramite video, quindi una telecamera che comunica, che riconosce gli eventi di bordo. Ma questo non basta, perché occorre anche coinvolgere il driver nel processo di miglioramento dell’azienda, in termini di sicurezza, ma anche di miglioramento dei consumi.

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E qui entra in gioco la collaborazione di Geotab con Vitality, immaginiamo…

Vitality è un colosso sudafricano che si occupa di health insurance con cui abbiamo formato una joint venture chiamata “Geotab Vitality”. Quello che abbiamo fatto noi è stato applicare questa logica agli autisti. Cerchiamo, insomma, di applicare una sorta di gamification con scopo di coaching per migliorare le loro performance di guida. Abbiamo visto, infatti, che in realtà la grossa sinistrosità arriva dal 10 per cento degli autisti, responsabili però di un incidente su cinque. Quelli gravi, insomma, li fanno loro.

Come funziona questa gamification?

Si assegnano ai migliori autisti dei voucher per retribuire gli atteggiamenti positivi, i miglioramenti registrati. E dirò di più: l’algoritmo è intelligente perché si adatta anche al tipo di carico trasportato, alla strada che si sta percorrendo e alle situazioni specifiche del traffico, anche grazie all’applicazione delle logiche di intelligenza artificiale.

Il meccanismo premiale non era semplice da stabilire. Lo abbiamo risolto con dei voucher grazie ad accordi con le principali catene distributive italiane o con dei buoni carburante, per esempio. Questo è Geotab Vitality. Io credo tantissimo in questo sistema, non soltanto nel mondo furgoni, quindi delle consegne nell’ultimo miglio, ma anche nel trasporto pesante.

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Lo studio sull’impatto del traffico in alcune grandi città europee

A proposito di last mile, Geotab ha di recente presentato uno studio sull’impatto del traffico sull’efficienza del trasporto merci in alcune delle principali città europee. Uno studio che evidenzia anche i benefici della telematica.

Abbiamo preso i dati provenienti dai furgoni al lavoro nelle principali città europee e fatto un’analisi, diciamo, più territoriale, inizialmente avulsa dalla telematica. Abbiamo visto, insomma, come si muovono i veicoli nelle città e come si muovono nel traffico. Sono emersi risultati attesi e risultati inattesi. Berlino, per esempio, è una città policentrica e quindi ha una viabilità molto più distribuita ed efficiente. Madrid ha avuto un punteggio molto basso, simile a quello di Londra e Parigi. Mentre Roma non è andata poi così male, contrariamente a quanto si potesse pensare.

Il traffico di Roma, l’analisi dice, è abbastanza scorrevole; quindi, auto e furgoni si muovono piano, ma si muovono. Il traffico di Londra, Parigi e Madrid invece è a singhiozzo, quindi un continuo stop and go. Questo ha un impatto ovviamente sui freni, ma anche sullo stress dell’autista e di conseguenza sull’incidentalità. Per ricapitolare, sono città che hanno un’efficienza della movimentazione molto inferiore rispetto a Roma, che è più scorrevole e anche i momenti di punta del traffico sono più prevedibili. Ma non è tutto.

Quali altre conclusioni si possono trarre?

L’altra cosa che, secondo me, si evince da quell’articolo è che i veicoli commerciali hanno un comportamento diverso da quello delle auto. Perché lì viene fuori che i veicoli commerciali hanno una movimentazione molto più efficiente. E il motivo è interessante: sono veicoli che hanno spesso dietro un fleet manager che cerca di ottimizzarne il flusso, anche grazie all’utilizzo intelligente della telematica.

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