Data la ridotta frequenza dei controlli, non sono pochi gli “abusivi del cabotaggio” e, in generale, gli operatori scorretti dell’Est europeo che ignorano i verbali di infrazione: pagano quel che devono se gli bloccano il camion, ma per il resto lasciano che le contestazioni vadano a insabbiarsi tra traduzioni, consolati, recapiti impossibili e quant’altro. Una politica che, almeno in Francia, sta dimostrandosi rischiosa, visto il giro di vite deciso da Parigi nei confronti dei cosiddetti “recidivistes” dal lungo curriculum di infrazioni nei database del ministero dei Trasporti.

Francia, pugno duro sull’autotrasporto illegale

Un’azione che in Francia vede la collaborazione della giustizia attraverso la CTSA (Commissione territoriale delle sanzioni amministrative), grazie alla quale – per esempio – nelle scorse settimane è stata comminata un’interdizione di un anno a operare in Francia a una società di trasporti polacca.

Già sospetta nel nome, identico a quello di un serio operatore tedesco, un’azienda di autotrasporto Polacca con sede tra Poznan e Lodz, ha accumulato tra il 2018 e il 2020 decine e decine di infrazioni per cabotaggio irregolare, frodi sul tachigrafo e violazioni alle norme sul distacco degli autisti. Pizzicati più volte in fallo, l’impresa di trasporti e il suo titolare, non potranno mettere piede in Francia fino al 28 febbraio 2022 senza rischiare l’arresto.

Una serie di inasprimenti che vanno di pari passo con le nuove misure emanate Oltralpe per migliorare la sicurezza dei camion e della strada, tra cui l’obbligo di adesivo per gli angoli ciechi. Un nuovo adempimento che ha trovato subito la netta opposizione dell’autotrasporto francese e, più in generale, di quello europeo a causa degli ulteriori aggravi che peseranno sulle imprese di autotrasporto (tra cui, ovviamente, anche quelle italiane) che devono consegnare in Francia. I costi che dovranno sostenere per pianificare l’applicazione degli adesivi per la loro stampa, saranno infatti totalmente a loro carico.

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