Si accende ulteriormente la miccia legata al caro-carburanti. Dopo una giornata di riflessione, UNATRAS ha proclamato il blocco dell’autotrasporto a partire dal 4 aprile. Sono state ritenute evidentemente insufficienti le proposte presentate dalla viceministra Teresa Bellanova nel corso dell’incontro che si è svolto al MIMS lo scorso 15 marzo. “Pur apprezzando le ipotesi illustrate dalla viceministra Bellanova, UNATRAS ribadisce che gli autotrasportatori necessitano di provvedimenti concreti e certi. Ad oggi non è previsto nulla di tutto questo. È finito il tempo degli annunci”, si legge nella nota diffusa da UNATRAS.

Caro-carburanti, si invoca l’intervento del premier per evitare il blocco

La situazione, secondo la sigla, sarebbe aggravata dagli “atti speculativi che, come denunciato dal Ministro Cingolani, che mantengono elevato il prezzo del carburante e degli additivi. Se le misure riguardanti le regole della sicurezza sociale e della circolazione sono di competenza del MIMS, quelle relative agli interventi per calmierare i prezzi di gasolio, Lng, Ad Blue, sono di competenza dell’intero Governo”. Si chiede, insomma, l’intervento diretto della Presidenza del Consiglio per l’adozione immediata di provvedimenti concreti: l’unico modo, pare, per evitare il blocco conseguente al caro-carburanti che scatterà il 4 aprile prossimo. Restano, intanto, confermate le manifestazioni territoriali annunciate per sabato 19 marzo.

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ANITA si mostra più cauta

Posizione diversa quella assunta da ANITA, che giudica favorevolmente le risposte arrivate dal ministero. “Il giudizio sul protocollo d’intesa proposto dal MIMS è sostanzialmente positivo – dichiara Thomas Baumgartner al termine dell’incontro con gli imprenditori aderenti ad ANITA – anche se occorrerà valutare attentamente come i vari punti saranno concretamente tradotti in termini normativi, ma la vera emergenza da affrontare presto e bene è quella del caro gasolio, poiché al di là delle regole, certamente importanti, in queste ore le imprese hanno bisogno di risposte immediate per poter proseguire l’attività”.

“Non crediamo che un fermo dei servizi risolva i problemi dell’autotrasporto”, ha aggiunto Baumgartner. “Il nostro peso lo dobbiamo far valere con la forza della ragione e non con azioni di protesta che rischiano di mettere le imprese e l’intero Paese in difficoltà ben più serie di quelle che stiamo vivendo e anche per rispetto alle risposte positive che arrivano da una parte della committenza”. ANITA chiede anche al Governo di vigilare sugli aumenti fuori controllo e di intervenire laddove fossero accertate manovre speculative, come chiaramente paventato dal ministro della Transizione Ecologica Cingolani solo qualche giorno fa.

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