Quello che non cambia è l’approccio, sempre orientato alla pluralità tecnologica, quindi alla presenza in gamma di veicoli con diverse alimentazioni. Cambia, eccome, invece, la line-up pesante e leggera con cui IVECO si presenta alla prova del mercato. Gli Electric Days che si sono svolti questa settimana all’Industrial Village sono serviti, infatti, per lanciare ufficialmente ben quattro veicoli elettrici – quasi tutti già disponibili e tutti quanti ordinabili – tra pesanti e leggeri, appunto. A noi, sono serviti soprattutto per poterli provare su strada, sperando di poterli presto testare su percorsi più impegnativi.

A fare gli onori di casa, naturalmente, Massimiliano Perri, portatore di un messaggio importante e atteso dal mercato: anche IVECO gioca con decisione la partita dell’elettrico, in Italia e non solo. Tutto questo all’inizio di un anno che per IVECO sarà a tutti gli effetti il primo intero sotto la nuova proprietà del gruppo Tata, e che inizia con l’analisi di quanto successo nel 2025. Lo scorso anno, IVECO ha venduto poco più di 22 mila unità in Italia tra pesanti, medi e leggeri, con una quota di mercato complessiva intorno al 25%. In calo rispetto agli ultimi anni, che erano stati particolarmente positivi per il brand con casa a Torino.

Il giorno dei nuovi elettrici IVECO

E se i numeri del 2025 hanno dato forse meno soddisfazioni rispetto ad altre occasioni, IVECO può celebrare dati importanti sui servizi post-vendita, con una penetrazione dei contratti di manutenzione e riparazione oltre il 50% del totale, il 90% dei nuovi veicoli connessi e un grado di soddisfazione complessivo dei clienti che supera gli 80 punti. Ciliegina sulla torta, la capacità di riparare i veicoli entro le 6 ore in quasi l’80% dei casi, anche grazie a una manutenzione preventiva e proattiva sempre più spinta, e gestita in gran parte dall’attrezzata control room del ‘Village’ di Torino, che permette di ridurre sensibilmente gli eventi avversi e imprevisti. Peraltro, come mostriamo qui, la ciliegina sulla torta c’era sul serio: quella dei 100mila veicoli targati durante la reggenza di Perri, iniziata nel novembre 2021.

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Il clou della giornata che abbiamo trascorso al Village, però, riguardava le novità di gamma. Occhi puntati, dunque, sugli S-eWay nella doppia versione trattore e cabinato: due progetti differenti, già a partire dall’estetica, ma anche la catena cinematica differisce tra una versione e l’altra, mentre l’interno, salvo qualche piccolo dettaglio, è quello del Model year 2024 che abbiamo imparato a conoscere in questi ultimi anni. Dunque, il trattore stradale elettrico S-eWay ha un frontale disegnato con calandra a nido d’ape. Rispetto alla versione diesel o LNG si allunga leggermente il passo, ora di 3.932 millimetri, per lasciare spazio alle batterie, che sono fornite dal leader di mercato cinese CATL e sono disponibili nella configurazione a tre pacchi con capacità complessiva di 603 kWh, per un’autonomia che arriva in certe condizioni a toccare i 600 chilometri. La chimica delle batterie è LFP, la potenza massima di ricarica 350 kW. La spinta è fornita dall’assale elettrico sviluppato da FPT che eroga 480 kW (circa 645 cavalli). Le sospensioni sono pneumatiche integrali.

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Dopo il trattore, ecco l’S-eWay cabinato

Diversa e più flessibile, come detto, è la line-up della versione cabinato dell’S-eWay, a partire dal frontale che ricorda più da vicino i modelli termici. Le configurazioni disponibili sono 4×2 e 6×2 con 20 e 28 tonnellate, rispettivamente, di massa totale a terra. La potenza è data dall’assale elettrico con motori da 480 kW (645 cavalli), mentre le batterie NMC sviluppate da Microvast e assemblate da FPT hanno una concezione prettamente modulare: ogni pacco ha una capacità nominale di 70 kWh e se ne possono montare fino a 7, quindi con 490 kWh di capacità massima per circa 400 chilometri di autonomia. Le batterie sono montate longitudinalmente nella parte centrale del telaio o all’esterno dei longheroni. Qui c’è la possibilità di scegliere tra la Day cab e quella dotata di lettino. Per le caratteristiche stesse del veicolo, che è pensato per il corto e il medio raggio, l’allestibilità è un elemento fondamentale.

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Come cambia la gamma leggera IVECO con eSuperJolly e eJolly

Passando ai nuovi furgoni elettrici in gamma, frutto dell’accordo annunciato lo scorso anno con Stellantis, ecco che la gamma leggera di IVECO si allarga notevolmente. Il primo dei due modelli disponibili è l’eSuperJolly, di derivazione Ducato, che IVECO immagina come complementare al Daily, sebbene i due modelli condividano in parte tonnellaggio e furgonatura. Il nuovo eSuperJolly, guidabile con patente B, è disponibile con massa totale da 3,5 e 4,2 tonnellate. A erogare potenza ci pensa il motore sincrono a magneti permanenti da 205 kW di potenza di picco (pari a circa 280 cavalli), mentre a fornire energia ci pensano le batterie CATL da 111 kWh per un’autonomia anche superiore ai 400 chilometri, stando a quanto dichiarato da IVECO. Il vano di carico, a livello volumetrico, offre la possibilità di alloggiare fino a 5 europallet a tutta altezza.

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L’eJolly, derivato dal Fiat eScudo, si pone invece nel segmento N1 finora inesplorato da IVECO grazie alla massa totale a terra variabile tra 2,8 e 3,2 ton. Altezza inferiore a 1,9 metri e lunghezza inferiore ai 5 lo rendono un veicolo compatto, mentre le batterie da 49 o 75 kWh promettono autonomia fino a 350 chilometri. Anche in questo caso il motore è sincrono a magneti permanenti con potenza di 100 kW, quindi 135 cavalli. Il target è quello dei professionisti o delle aziende che operano in ambito prettamente urbano, oltre che quello del trasporto a temperatura controllata.

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L’approfondimento sui nuovi modelli presentati da IVECO, completo di tabelle e della nostra impressione di guida, sul numero di aprile di Vado e Torno.

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