Il Nissan Interstar è proprio un gran lavoratore: la nostra prova
Dopo aver testato il nuovo Interstar elettrico, ecco che anche il van diesel con motore da 150 cavalli si mette alla prova sul percorso urbano di VeT. Funzionale e comfortevole, nel segmento dei large van rappresenta un’opzione davvero valida per i trasportatori.
Per comprendere la portata innovativa del nuovo Nissan Interstar occorre andare indietro di parecchi mesi con la memoria. Esattamente all’inizio di novembre 2024, infatti, Nissan presentava in Spagna la nuova generazione del suo large van, per la prima volta sviluppata seguendo il doppio binario termico ed elettrico. Lì avevamo preso contatto con i nuovi Interstar, adesso ci abbiamo viaggiato sul serio (qui potete leggere il nostro articolo dell’epoca).
Non era esattamente la prima volta, è vero, come sapranno i più attenti di voi. Esattamente un anno fa, avevamo messo alla prova sullo stesso percorso il corrispondente elettrico dell’Interstar, che naturalmente condivide con il suo omologo termico allestimento interno e design, profondamente rinnovato seguendo un po’ lo schema del Renault Master. A dire il vero, il nostro contatto con l’Interstar non si è limitato a un fugace giro in città, ma quest’anno abbiamo utilizzato il furgone anche come supporto logistico per la nostra consueta trasferta a Misano in occasione del Grand prix truck 2026.
Preambolo piuttosto lungo, è vero, e ci scusiamo per questo. Però lo riteniamo utile per dare l’idea di quanto abbiamo potuto testare e apprezzare il van termico di Nissan, che segna uno stacco netto con la generazione precedente.

Promosso per comfort
Sicuramente a livello di comfort, davvero notevole anche quando abbiamo dovuto affrontare trasferimenti lunghi, resi ancora più sfidanti (non è il caso della prova in città, bensì del viaggio in direzione Misano di fine maggio) dal traffico intenso.
Lo scorso anno, durante la prova dell’Interstar elettrico, avevamo definito il van come “un gran lavoratore”, facendo un complimento non scontato al furgone Nissan, nato per supportare davvero l’attività dei suoi utilizzatori. E, al netto di qualche elemento migliorabile, supera brillantemente l’esame e si propone come un’alternativa concreta ai suoi concorrenti nello stesso segmento, quello dei large van. E se dovessimo scegliere un pregio, diremmo la fluidità del cambio che, sebbene manuale nel modello che abbiamo provato, non ci ha per nulla affaticato.
Motore da 150 cavalli
Il nuovo Interstar è un veicolo sufficientemente scattante e dotato di un motore che eroga potenza coerentemente con le aspettative di chi si mette alla guida. Quello che abbiamo guidato noi sviluppa fino a 150 cavalli di potenza, ma lo stesso motore è disponibile, a seconda delle versioni, con tarature che vanno dai 105 ai 170 cavalli, sempre intesi a 3.500 giri. La coppia, invece, varia tra i 330 e i 380 Newtonmetri. Quello che vi raccontiamo in queste pagine sviluppa 360 Newtonmetri nel range tra 1.500 e 2.500 giri. La classe di emissioni Euro6e bis dà l’idea dei passi avanti compiuti dal costruttore giapponese in un’ottica di riduzione delle emissioni, ricordando che comunque la gamma è disponibile anche in versione elettrica. Il sistema di aspirazione del motore Nissan, invece, si basa su una doppia turbina a geometria fissa.



Cambio manuale a sei rapporti
Il cambio manuale a sei rapporti si è fatto apprezzare eccome durante il nostro test, e non solo. L’automatico a 9 rapporti che era stato promesso da Nissan in sede di presentazione della nuova gamma, invece, è quello sviluppato da Zf per questo tipo di veicoli.
La tecnologia, però, non è soltanto quella che fa muovere il veicolo: la plancia è moderna, con il sistema di infotainment che si basa su uno schermo, naturalmente touch, da 10,1 pollici. Un bel passo avanti rispetto al recente passato. L’allestimento Tekna, quello del ‘nostro’ furgone, presenta di serie anche il caricatore wireless per il cellulare, oltre alla telecamera posteriore, di cui è difficile fare a meno nel lavoro quotidiano al giorno d’oggi, e ai sensori di parcheggio sia anteriori, sia posteriori. La dotazione Adas rispetta i requisiti di legge e non risulta invasiva a livello di segnali luminosi e sonori quando si è alla guida.
Il giudizio di VeT
Un pregio lo abbiamo evidenziato anche nel testo, cioè la fluidità di cambio marcia, per nulla scontata e quasi sorprendente in tempi di cambio automatico. Poi, ci ripetiamo rispetto alla prova dell’elettrico: il gradino posteriore di accesso al vano di carico, che mostriamo in questo articolo, corre per tutta la larghezza del veicolo ed è un bell’aiuto quando c’è, appunto, da caricare. Android Auto ed Apple Car Play funzionano bene e sono un supporto importante sia in città, sia quando il viaggio si fa più lungo e impegnativo.
Il freno a mano. Non tanto perché meccanico, ma perché parecchio duro nel suo utilizzo. I tasti per la regolazione del volume del sistema di infotainment sono posti sopra lo schermo touch: non semplici da trovare. Sarebbe meglio averli sul volante, dove invece sono stati sistemati comandi meno utili quando si è alla guida.