Tante parole sono state spese, comprensibilmente, sulla presenza piuttosto evidente e rumorosa di BYD alla IAA di Hannover. Noi vi avevamo dato un’anticipazione non da poco pubblicando l’intervista a Domenico Gostoli, numero uno in Europa nel segmento truck&bus. Alla IAA, però, abbiamo visitato lo stand del costruttore cinese in compagnia di una guida d’eccezione. Fabrizio Buffa, ex responsabile della gamma media e pesante per il mercato Italia di IVECO, è dallo scorso luglio una pedina molto importante nella strategia di BYD sul mercato del trasporto commerciale, e dei truck in particolare. Con lui siamo andati alla scoperta dell’intera gamma BYD, partendo naturalmente dal trattore elettrico ETT 44, svelato proprio ad Hannover.

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La CEO di BYD per le Americhe e l’area EMEA ha confermato in alcune recenti interviste l’intenzione di produrre anche camion e autobus in Europa. Dove, ancora non si sa, anche se qualche indizio è già arrivato. Di certo, se tutto questo dovesse verificarsi cambierebbe non tanto l’identità del gruppo…

E tra gli elementi più sorprendenti di un veicolo che impareremo presto a conoscere (arriverà all’inizio del prossimo anno in Italia) c’è l’ottenimento delle 5 stelle da parte dell’ente certificatore sulla sicurezza Euro NCAP nel corso dell’ultima tornata di test sui veicoli pesanti. Un risultato “sicuramente da sottolineare”, ci ha detto Buffa. “In tema di sicurezza, la dotazione ADAS del veicolo consente di avere un livello 2+ di guida autonoma, che tenderà al 4 nei prossimi anni. E poi ci sono le Blade batteries proprietarie di seconda generazione, testate intensamente per garantire il massimo livello di sicurezza operativa, anche in caso di urti importanti”.

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L’ETT 44 di BYD monta, infatti, tre pacchi batterie per una capacità nominale complessiva di 651 kW, tutti posizionati nello spazio interasse. Passando alle prestazioni, l’ex responsabile della gamma media e pesante di IVECO in Italia non fa fatica a definirle “di altissimo livello”, con una potenza di picco che sfiora i mille cavalli, raggiungibile anche grazie all’utilizzo dell’assale elettrificato sviluppato internamente da BYD.

Il camion elettrico BYD da 600 km di autonomia

L’autonomia supera, secondo il costruttore cinese, i 600 km, decisamente sopra la media se parliamo di un trattore a due assi canonico, insomma. Ma alla IAA, BYD ha molto insistito sulle potenzialità della ricarica, che si avvale di un’altra tecnologia proprietaria derivante dal mondo delle auto, e cioè il Flash charging. Quello che permette alle auto di ricaricare dal 10 al 97% in appena 9 minuti, insomma, “E sul camion con il Flash charging recuperiamo circa 400 km di autonomia passando dal 20 all’80% in più o meno 20 minuti. Il veicolo accetta una potenza di ricarica così elevata, fino a 1,5 MW potenzialmente, grazie alla sua architettura elettrica all’avanguardia. Siamo al top dell’industria in questo momento”.

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Per affrontare gli inevitabili problemi di fornitura di potenza che al momento esistono un po’ in tutta Europa, BYD ha messo a punto una sorta di ecosistema di ricarica e gestione complessiva di un camion elettrico, con l’infrastruttura che comprende un BESS, Battery Energy Source System, sempre proprietario di BYD, che consente di immagazzinare l’energia proveniente dalla rete in sistemi di accumulo appositi, con l’obiettivo di metterla poi a disposizione dei camion fermi alla colonnina quando serve. E mentre la presa di ricarica megawatt è presente su uno dei due lati del camion, le CCS2, quindi lo standard attuale, per semplificare, si trovano su entrambi i lati del veicolo.

Tornando alle batterie, le Blade batteries BYD hanno il vantaggio di sopportare molto meglio lo stress sui cicli di ricarica e anche sulle temperature di esercizio. “Nei test condotti sulle auto, a -30 gradi sulle auto i 9 minuti necessari per la ricarica alla massima potenza diventano 12, quindi si perdono solo 3 minuti per fare la ricarica ‘flash’. Altro aspetto fondamentale è che questa tecnologia ci permette di garantire le batterie per 10 anni o un milione e 200mila chilometri: più dello standard attuale, insomma”, insiste Buffa.

Un sistema integrato: veicoli, ricarica, servizi

BYD si presenta sul mercato con i camion, sì, ma più in generale con un sistema integrato fatto di infrastruttura di ricarica e servizi accessori. Ci vorrà un po’ di tempo per avere la disponibilità sul territorio europeo dell’infrastruttura BYD. “Stanno arrivando nel mondo auto”, conferma Buffa, “e arriveranno anche per i camion. Per adesso, in Italia, ne abbiamo uno a Bologna. Lavoreremo principalmente sui principali corridoi logistici del Paese. Dal punto di vista strettamente tecnologico, non ci sono differenze tra il mondo del trasporto leggero e quello del trasporto pesante, l’infrastruttura è praticamente identica, eccetto la forma per permettere il passaggio ai camion”.

Ad Hannover abbiamo anche avuto modo di vedere la cabina dell’ETT 44, che è stata sviluppata per il mercato europeo partendo dalla base ultra-collaudata che attualmente viaggia nel mercato domestico di BYD, come ci ha confermato Buffa. “Non è la cabina più grande del settore, però dispone di tutti i comfort per le attività di lungo raggio, dai sedili regolabili elettricamente al pavimento praticamente piatto, fino ai comandi automatizzati per gestire i vari elementi della cabina; finestrini, radio, ventilazione, aria condizionata e riscaldamento. E poi c’è la possibilità di scegliere opzioni diverse sulla base dell’operatività, per esempio la versione con uno o con due letti”.

Visto che ormai non manca molto all’approdo sul mercato europeo, abbiamo chiesto a Buffa che tipo di viaggi potrà fare il trattore ETT 44. “Sicuramente anche il lungo raggio”, ci ha detto, “e non soltanto attività di navettaggio hub-to-hub. La differenza sostanziale sta nel fatto che, grazie al Flash charging, il cosiddetto biberonaggio può diventare una vera e propria ricarica ultra-rapida. E non è poco”.

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Stella Li, Executive Vice President di BYD

La questione dei costi

Quindi, il costo. L’impressione è che, se consideriamo non soltanto il veicolo in sé, ma anche il cosiddetto ecosistema, quindi infrastruttura ed eventuali sistemi di accumulo, il costo complessivo potrebbe non essere così lontano da quello della concorrenza (ma è solo un’impressione, e nel mondo del camion non è semplice parlare di costi…). “Probabilmente è così”, conferma Fabrizio Buffa, “ma il nostro ecosistema, per come è pensato, implica vantaggi importanti per gli utilizzatori, perché garantisce maggiore flessibilità operativa, più possibilità di utilizzo del veicolo e una gestione ottimale dell’energia a disposizione e della potenza di ricarica necessaria”.

Sono vantaggi, per così dire, nuovi per un mondo abituato ad altri parametri, ma in BYD scommettono che in futuro si parlerà soprattutto di questo: una programmazione più accurata della ricarica e dell’utilizzo concreto del camion per contenere i costi e ottimizzare tutti gli aspetti dell’attività di trasporto connessi con il camion. “Si potrà acquistare l’energia quando costa meno, accumularla e poi scaricarla sul veicolo quando serve. Sembra banale, ma è una grande differenza”. Va precisato che il sistema di accumulo è un extra che può entrare a far parte del pacchetto. Chi vorrà acquistare solo il veicolo potrà naturalmente farlo.

Resto della gamma

Allo stand erano presenti anche le due motrici ETT 28, che saranno disponibili nella configurazione a due o a tre assi, con possibilità di tetto alto e di cabina più lunga, oltre alle versioni standard. “Cabina e powertrain sono, in linea di massima, condivisi con l’ETT 44, ma in questo caso abbiamo maggiori possibilità di personalizzazione, essendo veicoli da allestire. C’è poi lo yard tractor per attività prettamente portuale, che noi vediamo come un segmento assolutamente elettrificabile, anche per via del fatto che la ricarica può essere programmata con maggior facilità”, aggiunge Buffa.

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Quindi, il T35, l’unico in mostra alla IAA che non è ancora effettivamente ordinabile e dovrebbe arrivare sul mercato in un secondo momento, ma sempre il prossimo anno. Stazza da 35 o 42 quintali pensato per logistica dell’ultimo miglio o raccolta rifiuti. “Quest’ultimo campo di applicazione per noi è molto importante: crediamo che il T35 possa essere un veicolo assolutamente adatto perché è piccolo, compatto e ben si adatta alle nostre cittadine italiane, con il giusto livello di comfort a bordo”.

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Dulcis in fundo, l’E-Vali

Infine, BYD ha in gamma l’E-Vali, che avevamo visto già nel 2024 ad Hannover e che oggi rappresenta il veicolo commerciale leggero di BYD. Le furgonette elettriche ET3 che tanto erano state vendute anche in Italia, specialmente lo scorso anno, non faranno più parte della nuova gamma, come ci è stato detto proprio alla IAA. Poco meno di 300 km di autonomia e 3,5 tonnellate di massa totale, l’E-Vali “ha una cubatura molto importante per il segmento”, ci ha spiegato Buffa. “e viene venduto full optional. Pensiamo abbia tutte le possibilità per essere accolto bene sul mercato, anche in Italia”.

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