Con il debutto del PV7 alla IAA Transportation 2026, Kia compie un altro passo nella costruzione di una gamma di veicoli commerciali interamente elettrici. Dopo il PV5, primo modello della strategia PBV (Platform Beyond Vehicle), il costruttore coreano si prepara a entrare in un segmento superiore, rivolgendosi agli operatori che necessitano di maggiore capacità di carico, autonomia e versatilità.

Il nuovo PV7 misura 5,35 metri di lunghezza, con un passo di 3,60 metri. Nonostante le dimensioni superiori rispetto al PV5, larghezza e altezza rimangono inferiori ai due metri, escludendo specchietti e altri elementi esterni. Una caratteristica pensata anche per agevolare la circolazione e l’accesso in determinati contesti urbani.

Nella versione Cargo, il volume utile raggiunge 8 metri cubi, con la possibilità di trasportare fino a tre europallet grazie a una larghezza interna tra i passaruota di 1,35 metri. L’architettura nativa elettrica consente inoltre di contenere l’altezza della soglia di carico in appena 55 centimetri.

kia pv7

Tra le caratteristiche annunciate figurano anche un’architettura elettrica a 800 volt e un’autonomia preliminare superiore ai 460 chilometri nel ciclo WLTP. Al debutto è stata presentata una configurazione a due ruote motrici, mentre in futuro è prevista anche una versione a trazione integrale.

Ad Hannover abbiamo incontrato Alfonso Tallarico, responsabile progetto PBV di Kia Italia, per approfondire non soltanto le caratteristiche del nuovo furgone, ma soprattutto la strategia con cui il marchio intende conquistare spazio nel mercato europeo dei veicoli commerciali.

Kia PV7, lo spazio prima di tutto. E gli allestitori entrano nel progetto

Uno degli aspetti centrali nello sviluppo del PV7 è stata la volontà di sfruttare al massimo lo spazio disponibile, facendo leva sulle possibilità offerte da una piattaforma concepita fin dall’origine per la trazione elettrica. «La massimizzazione degli spazi interni è stata una delle principali leve strategiche nello sviluppo del veicolo, così come la modularità, che permette di realizzare gli allestimenti senza sprechi di materiale», ci ha spiegato Tallarico. E proprio il rapporto con gli allestitori rappresenta uno degli elementi distintivi della filosofia Kia.

«Possiamo dire che il PV7 è un veicolo progettato insieme agli allestitori, grazie a una base molto flessibile sin dalla produzione». La strategia commerciale ricalcherà quella già adottata per il PV5: inizialmente arriveranno le versioni Cargo e Passenger, alle quali seguirà una configurazione con telaio destinato agli allestimenti specialistici.

«Anche in questo caso lavoreremo a stretto contatto con gli allestitori, specialmente quelli locali in ogni mercato, per aumentare la versatilità del furgone», sottolinea Tallarico. «Esiste inoltre un portale online che gli allestitori stessi possono consultare, dove trovano tutte le informazioni tecniche necessarie per personalizzare il veicolo in base alle esigenze del cliente, sia italiano sia europeo».

È un’impostazione che punta a integrare maggiormente la fase di progettazione del veicolo con quella della sua trasformazione, un passaggio particolarmente importante nel mondo dei commerciali, dove le applicazioni professionali richiedono spesso configurazioni molto differenti.

kia pv7

Una fabbrica dedicata ai veicoli commerciali elettrici

La strategia PBV coinvolge anche il sistema produttivo. Il PV7, infatti, sarà assemblato in Corea del Sud, all’interno del sito industriale di Hwaseong sviluppato da Kia specificamente per i propri veicoli commerciali elettrici. Dopo l’avvio della produzione del PV5, il nuovo modello occuperà un’area dedicata dello stesso complesso. L’obiettivo è sfruttare le possibilità offerte da processi produttivi altamente automatizzati, mantenendo al tempo stesso la flessibilità necessaria per gestire configurazioni differenti.

«In Kia siamo riusciti ad aumentare l’automazione sia nella fase di controllo qualità sia in quella di test, innalzando ulteriormente l’efficienza della fabbrica, riducendo i costi e, di conseguenza, incrementando la produttività», racconta Tallarico. Un approccio industriale che assume particolare rilevanza considerando la volontà del costruttore di ampliare progressivamente la gamma PBV, andando oltre il singolo modello.

Con PLEOS la gestione delle flotte diventa multimarca

L’evoluzione rispetto al PV5 non riguarda soltanto dimensioni e capacità di trasporto. Anche l’ambiente di guida e la gestione digitale del veicolo sono stati oggetto di sviluppo. Con il PV7, Kia porta avanti la propria strategia di connettività attraverso PLEOS, un ecosistema digitale pensato per integrare veicoli, servizi e strumenti di gestione delle flotte.

La caratteristica più interessante per gli operatori professionali è la possibilità di gestire, attraverso il software di fleet management, non soltanto i veicoli Kia, ma anche quelli di altri costruttori. L’obiettivo è offrire un sistema aperto, capace di dialogare con altre piattaforme e di semplificare le attività delle aziende che utilizzano flotte numerose e diversificate.

Anche l’abitacolo riflette questa impostazione. Il PV7 introduce uno schermo centrale dell’infotainment di dimensioni maggiori, affiancato da una strumentazione digitale volutamente essenziale. «Per la prima volta abbiamo scelto un display piuttosto minimale a disposizione di chi guida, in modo da offrire le informazioni fondamentali senza ingombrare troppo la visuale», osserva Tallarico. «È una soluzione molto interessante sia dal punto di vista pratico sia da quello del design».

KIA PV7

Intanto cresce la famiglia PV5: arriva anche il tetto alto

Se il PV7 rappresenta la novità principale della presenza Kia alla IAA, il costruttore continua a sviluppare anche la gamma del fratello minore. Tra le novità più significative figura il PV5 Cargo L2H2, caratterizzato dal tetto alto e da soluzioni pensate per facilitare le operazioni di consegna.

In particolare, Tallarico richiama l’attenzione sul sedile passeggero ripiegabile a scomparsa e sulla possibilità di accedere direttamente dalla cabina al vano di carico posteriore. Una configurazione che può risultare utile, per esempio, agli operatori che viaggiano da soli e devono effettuare frequenti operazioni di carico e scarico.

La progressiva estensione della gamma risponde alla stessa filosofia alla base del progetto PBV: avvicinare il più possibile il veicolo alle necessità effettive del cliente professionale, senza costringerlo ad adattare le proprie attività a configurazioni troppo rigide.

Il mercato italiano? «Il PV5 è già secondo tra i commerciali elettrici»

Il confronto con Tallarico offre anche l’occasione per fare il punto sull’accoglienza riservata al PV5 in Italia, un mercato nel quale la transizione elettrica dei veicoli commerciali leggeri procede ancora con difficoltà. La motorizzazione diesel mantiene una presenza dominante, mentre le immatricolazioni dei furgoni elettrici rappresentano tuttora una quota relativamente contenuta del totale.

Nonostante questo scenario, il bilancio di Kia è positivo. «Siamo molto contenti dei risultati che sta ottenendo il PV5 sul mercato italiano, che rimane un mercato contenuto in termini di volumi per quanto riguarda l’elettrico. Il diesel ha ancora una penetrazione molto elevata nelle vendite», spiega Tallarico. «Vediamo però sempre più clienti che si avvicinano a questa opportunità. La mobilità elettrica tra i commerciali leggeri può essere molto vantaggiosa, per esempio, per chi autoproduce l’energia elettrica».

Secondo i dati richiamati dal manager, il PV5 ha raggiunto il secondo posto nelle vendite italiane del segmento dei veicoli commerciali elettrici, confrontandosi con concorrenti presenti sul mercato da molto più tempo. «In poco tempo siamo riusciti a risalire velocemente la classifica e il nostro obiettivo è mantenere una posizione di leadership all’interno del mercato dei veicoli commerciali elettrici».

L’arrivo del PV7 consentirà di rivolgersi a una platea di clienti più ampia, intercettando esigenze di trasporto che richiedono volumi e capacità di carico superiori a quelli del PV5. «L’uscita del PV7 ci permetterà proprio di rivolgerci a una platea più ampia di potenziali clienti, dando una soluzione concreta a chi ha bisogno di più spazio e maggiore capacità di carico».

Uno dei temi più delicati per la diffusione dei furgoni elettrici riguarda il costo complessivo di utilizzo, soprattutto in un Paese come l’Italia, dove le tariffe della ricarica pubblica possono incidere sensibilmente sulla convenienza economica. Sul punto, Tallarico distingue nettamente tra le esigenze della ricarica ordinaria e quelle dei viaggi più lunghi. «Se parliamo di TCO, è indubbio il vantaggio di caricare in corrente alternata, perché il costo dell’energia è notevolmente inferiore», osserva. «Quando si va in corrente continua, i costi in Italia sono mediamente più alti che in altri Paesi europei».

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