BYD, Stella Li e quella voglia di essere ‘europei’
La CEO di BYD per le Americhe e l’area EMEA ha confermato in alcune recenti interviste l’intenzione di produrre anche camion e autobus in Europa. Dove, ancora non si sa, anche se qualche indizio è già arrivato. Di certo, se tutto questo dovesse verificarsi cambierebbe non tanto l’identità del gruppo automotive cinese, quanto raggio d’azione e modus operandi. Con la possibilità di aggirare i dazi, ma anche di valorizzare un indotto che rappresenta ad oggi un valore aggiunto non indifferente.
Ancora prima di iniziare, è bene chiarire un punto riguardo il titolo che abbiamo scelto: BYD è un’azienda cinese e tale resterà anche in futuro. Il riferimento all’Europa – non certo nostro ma sottolineato proprio da Stella Li, vicepresidente esecutiva di BYD e CEO per le Americhe e l’area EMEA, in diverse interviste recenti – riguarda la possibilità sempre più concreta di assemblare i veicoli elettrici anche in Europa. Per aggirare i dazi, sì, ma anche per garantire alla clientela un certo livello di qualità, assistenza, presenza.
Quello che BYD ha fatto nel comparto passenger car in questi ultimi anni è sotto gli occhi di tutti, ma non è questa la sede adatta per parlarne. Piuttosto, e lo abbiamo più volte sottolineato nei (tanti) nostri articoli di resoconto della IAA, crediamo sia il caso di analizzare quello che potrebbe succedere nei prossimi anni (forse mesi?) nel mondo dei camion. Ad Hannover, BYD ha lanciato ufficialmente la sua gamma di veicoli industriali e commerciali, che spazia dai pesanti fino ai leggeri, con l’e-Vali da 3,5 ton a chiudere il cerchio. Domenico Gostoli, uomo forte di casa Stellantis fino a non molti mesi fa, si sta occupando di formare la squadra per il segmento truck&bus in Europa, attingendo in particolare (ma non soltanto) dall’Italia.

Stella Li a fare gli onori di casa per BYD a Hannover
Sempre ad Hannover, è stata proprio Stella Li a fare gli onori di casa, sia durante la conferenza stampa ufficiale, sia nel corso di altri eventi collaterali. In questa occasione, abbiamo avuto modo di conoscere personalmente la CEO di BYD in Europa, apprezzando in particolare due caratteristiche manageriali: la grande competenza tecnica, specialmente nell’ambito di batterie e ricarica, e la gentile determinazione con cui ha risposto alle (tante) domande che, inevitabilmente, le sono state rivolte. Dicendo, per esempio, che BYD non crede alla tecnologia dell’idrogeno per il futuro dell’automotive, leggero o pesante che sia. Oppure che la ricarica ultra-fast è già realtà e deve soltanto essere assimilata dal mercato.
Quindi, si è parlato di Europa, e qui torniamo al nostro titolo. BYD ha già una fabbrica in Ungheria che sta entrando a regime per servire il comparto passenger car. Il modello verrà replicato anche nel trasporto pesante (quindi autobus e camion), come più volte affermato sia da Stella Li, sia da Alfredo Altavilla, il cosiddetto super consulente che sta avendo un ruolo molto importante nello sviluppo del marchio nel vecchio continente. Le notizie riguardanti il possibile interesse del marchio cinese per lo stabilimento Menarini Bus di Flumeri, in provincia di Avellino, hanno fatto clamore proprio nei giorni della IAA, con BYD che si è trincerata dietro un piuttosto eloquente ‘no comment’, prima della parziale smentita dello stesso Altavilla.

La sensazione è che quella italiana sia una possibilità allo studio di BYD, che sta sondando anche altre soluzioni in altri paesi europei a partire, molto probabilmente, del 2027, anno in cui arriveranno concretamente i camion che abbiamo visto ad Hannover. Perché l’intenzione è quella di produrre in Europa tutto ciò che è destinato al continente, in tutti i segmenti dell’automotive, sfruttando quindi anche il network dei fornitori, quell’indotto che ha fatto la fortuna dei costruttori europei finora e che potrebbe riconvertirsi dal punto di vista non solo tecnologico, ma anche geografico.