Era il maggio 2025, praticamente un anno fa, quando ANFIA annunciava la nuova sezione Allestimenti su veicoli industriali. Uno spazio destinato ad accogliere le imprese «che si occupano di allestimento in un’ottica di collaborazione reciproca», come da definizione della stessa associazione. Noi abbiamo parlato con il presidente Andrea Perone, con Mauro Dellacasa e Luca De Vita che ci hanno raccontato cosa è stato fatto finora e quali sono gli obiettivi per i prossimi anni.

Perché la sezione Allestimenti di ANFIA

La prima domanda è semplice: per quali ragioni ANFIA ha deciso di istituire la sezione Allestimenti?

Luca De Vita, Area Tecnica e Affari Regolamentari ANFIA. La sezione è nata ufficialmente l’anno scorso, quindi nel 2025, anche se il lavoro è iniziato effettivamente nel 2023. Attraverso un road show fatto con le aziende, ANFIA ha recepito la necessità, espressa dai player importanti nel settore, di trovare una strada per professionalizzare il lavoro degli allestitori. Allora, nel 2023, quella professione non era regolamentata dal punto di vista tecnico. Abbiamo, quindi, capito che una delle strade più efficaci era quella di creare una APNR, sostanzialmente una norma che regola le professioni non regolamentate. E così è stato fatto, con la nascita di un gruppo di lavoro dedicato allo studio preliminare di questa norma composto da associati ANFIA che costruiscono gru su autocarro e aziende che allestiscono le stesse sui mezzi industriali.

Tutto nasce, insomma, da una questione normativa e dalla necessità di un maggior riconoscimento dell’attività degli allestitori anche da quel punto di vista. Come si è arrivati, dunque, alla Norma UNI 11970 e che cosa significa nel concreto?

LDV. La norma è partita nel 2023 e nel giro di un paio d’anni siamo riusciti a chiudere la sua definizione. La norma è stata pubblicata ed è adesso attiva e scaricabile dal portale di UNI. Più nel dettaglio, la norma contiene un insieme di skills, abilità e conoscenze che un allestitore di gru su autocarro deve avere per potersi definire come tale. O meglio, che le figure professionali del coordinatore dell’installazione e dello specialista delle prove di carico devono avere. Infatti, nelle norme APNR si definiscono le persone, quindi le competenze, e non le professioni in quanto tali. Nel concreto, se un’azienda al suo interno ha queste due figure professionalizzate, allora può definirsi un’azienda d’allestimento. Se non le ha, effettivamente non ha modo di dare prova del fatto che può gestire determinate attività, conoscenze e abilità sviluppate all’interno della compagine dei propri dipendenti.

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Come mai sono state individuate proprio queste due figure?

LDV. Sono state individuate dalle stesse aziende come le due figure imprescindibili all’interno di un percorso di allestimento. In ogni azienda, infatti, c’è bisogno di un coordinatore responsabile dell’installazione, che quindi sovraintende a tutti i percorsi e ai i processi interni, e di chi poi si occupa di testare che l’installazione sia andata a buon fine e effettivamente il mezzo possa essere messo in servizio. Poi, in realtà, per essere precisi anche dal punto di vista terminologico, dovremmo parlare di ‘installer’, quindi di installatori più che di allestitori, così come da definizione della norma tecnica di riferimento delle gru su autocarro, che è la UNI EN 12999. Sembra una finezza, ma in realtà ha un valore a livello internazionale. Queste due figure possono anche ritrovarsi nella stessa persona.

Lo sviluppo del gruppo di lavoro in questi mesi

Cosa è cambiato da quando la sezione è stata ufficialmente annunciata, lo scorso anno, e quali sono le prospettive in termini di aziende aderenti?

LDV. L’associazione è stata creata come sezione vera e propria l’anno scorso. Hanno aderito sia le aziende che facevano parte diciamo del gruppo storico che ha partecipato alla normazione, che erano le prime 16, e adesso siamo arrivati a 24, che il numero attuale degli associati.

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La norma ha anche permesso di dar vita a dei percorsi di formazione, quindi professionalizzanti?

LDV. È uno degli obiettivi concreti che abbiamo, e probabilmente da settembre partiranno i primi corsi professionalizzanti, che saranno erogati dalla società di servizi dell’associazione, ANFIA Service.

Come si può inquadrare il settore degli allestitori che operano in Italia?

Mauro Dellacasa, Delegato ANFIA per la Sezione Allestimenti su veicoli industriali. È un settore composto da figure che hanno professionalità molto elevate e che devono introdurre attività sempre più complesse e che si basano su conoscenze di meccanica, sicuramente, ma anche sempre più di elettronica e perfino di informatica. È un mondo vastissimo, che si focalizza molto sugli allestimenti di gru su autocarro, però è evidente che chi fa allestimenti di gru su autocarro poi costruisce anche il cassone, per esempio. Fino a poco tempo fa, si poteva definire come un settore artigianale, diciamo così, ma adesso siamo sicuramente andati oltre. È un settore composto, insomma, da quelle figure professionali che, dato il camion e data l’attrezzatura, sono in grado di effettuare quello che potremmo definire un matrimonio perfetto. Nel rispetto di quegli aspetti tecnici che sono fondamentali anche da un punto di vista normativo: la distribuzione dei pesi sugli assi, per esempio, o il rispetto delle normative che regolamentano l’utilizzo delle attrezzature. Quindi prove di carico, stabilità, limitatori di momento, sbracci, altezza e così via.

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La fotografia del settore degli allestitori in Italia

Si può, dunque, fotografare il mercato in Italia? In termini di numero di aziende, incidenza di realtà italiane, distribuzione geografica…

MD. La premessa è che non è semplice oggi avere dei dati definiti e certi. Abbiamo rilevato circa un centinaio di aziende che fanno questo tipo di mestiere, con una distribuzione del 40% circa al nord e del 30%, in linea di massima, al sud e centro. Per quanto riguarda i nostri associati, siamo nell’ordine dei circa 1000 allestimenti all’anno con gru. Poi c’è tutto un altro mondo, che stiamo cercando di conoscere, che è quello del mondo dei caricatori, quindi le macchine destinate alla rottamazione, o al trattamento del legname, che hanno tra l’altro una loro normativa specifica. Guardando alla nostra sezione, naturalmente auspichiamo che molte altre aziende possano unirsi alle 24 attuali: c’è margine, insomma.

Andrea Perone, Presidente della Sezione Allestimenti su veicoli industriali ANFIA. Il mondo dell’allestimento, come detto, è molto variegato. Noi siamo partiti dal gruppo di allestitori che fanno installazioni di gru su autocarro, ma le tipologie sono diverse, ed è un mestiere sempre più complesso perché i costruttori creano macchine che hanno sempre più necessità di parametrizzazione prima della messa in servizio, di conoscenze specifiche dei vari sistemi perché a loro volta devono rispondere a normative in continua evoluzione.

Nel settore si parla tanto di transizione energetica e impatto sempre maggiore della tecnologia (ADAS, connettività, elettrificazione) nella progettazione dei veicoli. Tutto questo come impatta sulle attività degli allestitori?

AP. Impatta tanto. Prendiamo l’esempio degli ADAS, una novità tecnica relativamente recente che ci obbliga ad avere nuove competenze e a sapere come muoverci nel fare l’allestimento, perché ci mette nuovi vincoli pratici. E poi gli allestitori molto spesso, oltre a essere installatori di attrezzature, sono a loro volta costruttori di loro attrezzature che completano poi quello che serve per l’utilizzo del mezzo. La creazione della sezione Allestimenti all’interno di ANFIA può essere, secondo noi, una buona opportunità per confrontarsi sui problemi che si possono riscontrare, così come per avere un soggetto che si propone come voce di riferimento per andare a parlare con i costruttori di veicoli, con cui il confronto diventa sempre più importante.

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Perché è così importante oggi dialogare maggiormente con i costruttori di veicoli? È qualcosa che riguarda l’avanzamento tecnologico del veicolo e del telaio, o il fatto che stanno emergendo camion con nuove catene cinematiche?

AP. C’è questa esigenza perché ci sono più vincoli da rispettare. Molto spesso oggi le attrezzature hanno componenti elettronici che hanno la necessità di interfacciarsi col veicolo, e quindi sapere come farlo o quali sono le regole da rispettare è fondamentale. Non ho personalmente avuto ancora un’esperienza concreta con i veicoli elettrici, ma posso dire che, almeno inizialmente, è un tipo di allestimento che richiede un maggiore confronto con il costruttore del telaio.

Guardando al futuro del settore e della sezione

Cosa si propone di fare la sezione Allestimenti di ANFIA nel prossimo futuro? Quali questioni urgenti da affrontare avete individuato?

LDV. Uno dei grossi problemi che deve risolvere l’associazione è far capire alle istituzioni che non basta normare; bisogna fare in modo che chi riceve le norme sia messo nelle condizioni per poterle mettere in pratica. Per applicare una norma c’è bisogno di tutta una serie di attività che non possono essere demandate alla buona volontà di chi la deve applicare, ma deve esserci un contesto diverso. Siamo di fronte a una rivoluzione epocale da questo punto di vista. In molti settori, è vero, ma nel nostro in particolare, poiché si tratta, per sintetizzare, di un mondo meccanico che sta diventando un mondo cyber, ed è effettivamente la vera sfida immane che ci aspetta nel futuro. La collaborazione tra chi installa le attrezzature su un veicolo e il costruttore del veicolo stesso è ormai necessaria. L’associazione è il luogo giusto in cui consolidare questo rapporto.

Tornando alla fotografia che avete fatto prima del settore, ma ci sono delle caratteristiche particolari che hanno le aziende italiane e che le rendono appetibili sul mercato?

Dellacasa. Sicuramente l’inventiva e la capacità di andare oltre le soluzioni standardizzate. L’ingegno, insomma, viene riconosciuto senza ombra di dubbio. È un patrimonio da preservare, anche in un momento di maggiore professionalizzazione e di cambiamento, come abbiamo raccontato finora. Il fatto che aziende che hanno sempre operato singolarmente, diciamo, siano state in grado di unirsi per realizzare una norma è un grande atto di consapevolezza: un passo fondamentale che porterà questo settore ad acquisire sempre più professionalità.

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