Mercedes eActros 600, l’elettrico alla prova del Supertest di VeT. Ecco com’è andata
Dopo aver tenuto a battesimo con ottimi risultati il percorso di Vado e Torno riservato ai pesanti stradali elettrici, l’eActros non si accontenta, e di traguardo in traguardo si mette alla prova sull’ancora più impegnativo tracciato del Supertest più classico, quello del diesel. Che l’ammiraglia della Stella porta a termine in scioltezza e con un’autonomia di marcia residua decisamente abbondante.
Coraggio e innovazione. Sono queste le paroline che per prime frullano alla nostra mente nell’istante in cui, saliti i quattro gradini della ProCabin Giga, prendiamo posto a bordo del Mercedes eActros 600. Coraggio e innovazione. Parole che potremmo anche combinare in un’unica frase: il coraggio dell’innovazione. Già, perchè questo è il file rouge che ha fin qui accompagnato la storia dell’Actros.
Facile, si potrebbe pensare, quando si ha alle spalle la storia e il know-how ultracentenario della Stella, cui si deve la realizzazione e la messa in strada del primo camion, nel 1896. Vero, ma ci vuole anche dell’altro. E cioè il coraggio di osare, di immaginare il futuro anticipando le tendenze di un mondo, quello del camion, che viaggia molto più velocemente della velocità che gli è consentita. Ebbene, soltanto mixando sapientemente questi ingredienti è possibile vestire i panni del front runner e guidare il cambiamento.

Il Mercedes eActros 600 sulla scia dell’Actros
L’Actros è in questo senso il migliore esempio. E l’eActros 600, che del modello icona Mercedes è la versione cento per cento elettrica, categoria pesanti stradali, segue in scia, con dalla sua tutti i numeri per proporsi come riferimento nel settore. Primo pesante stradale nativo elettrico concepito, sviluppato e realizzato da Mercedes – nello storico sito di Worth, dove peraltro nascono tutti i modelli della Stella – per le lunghe distanze, l’eActros non segue tendenze o mode, bensì le crea.
Basta osservarlo con attenzione, cominciando dalla cabina. Già, la ProCabin. Esempio di fascino, eleganza e originalità, introduce un nuovo concetto stilistico. Frontale più lungo di 80 mm, calandra piena ben armonizzata col sottostante paraurti che integra i gruppi ottici a Led, un Cx inferiore di nove punti rispetto alle versioni diesel, cos’altro è la ProCabin se non la prova più evidente – certo, della vivacità progettuale di stilisti e tecnici Mercedes – soprattutto del coraggio di osare innovando?

Ecco, appunto, il coraggio. Quello che eActros ha dimostrato di avere in abbondanti dosi, accettando la sfida del Supertest 500 km. Sì, avete capito bene. Un pesante elettrico in combinazione a 46 ton, in prova sul percorso tradizionalmente riservato al diesel. Mai nessuno aveva osato tanto. E sinceramente, considerato scetticismo e perplessità che per certi aspetti ancora circondano il truck elettrico, almeno quello over 16 ton, frenandone in qualche modo la definitiva consacrazione che porterebbe a completare il percorso di transizione tanto auspicato, era perfino difficile soltanto immaginare un pesante elettrico in prova sulla lunga distanza, quella per intenderci delle mission lungo raggio.
442 chilometri e non sentirli
Merito dunque all’eActros, che pochi mesi dopo aver tenuto a battesimo il percorso del test riservato ai pesanti full electric, ha rotto il ghiaccio affrontando senza sconti il Supertest. Terreno sfidante e impegnativo con i suoi lunghi drizzoni (da Milano a Piacenza, da La Spezia a Genova, da Tortona a Milano) e le insidie di tratti quali il serpentone della Cisa da Fornovo verso Berceto e poi lo strappo secco da Genova alla galleria dei Giovi), senza tralasciare l’insidiosa picchiata da Berceto verso La Spezia.
Ebbene, tutto questo l’eActros si l’è messo alle spalle con auterevole disinvoltura cullando autista e passeggero in un ambiente, quello della ProCabin Giga, che più confortevole non potrebbe, facendosi un baffo dei numerosi restringimenti di corsia, salti di carreggiata e pure una deviazione di percorso nel tratto verso Tortona, che ha determinato un allungamento di circa tre chilometri della distanza totale della prova.

Tecnologia. Nell’e-axle la sostanza
Un pieno d’energia e via verso il Supertest 500 km, il primo affrontato da un truck elettrico. Quando l’eActros lascia l’hub di ricarica Milence a uno sguardo dal casello autostradale di Piacenza Sud, pronto a scattare dai blocchi per la sua cavalcata, il ‘serbatoio’ indica un pieno al 100 per cento (le tre batterie da 207 kWh ciascuna, ricordiamolo, imbarcano complessivamente 621 kWh, di cui 600 kWh utilizzabili) e in termini di autonomia disponibile, considerando i 500 chilometri dichiarati da Mercedes, un margine più che sufficiente a completare senza alcuna ansia il percorso di 438 chilometri.
Impostata la più risparmiosa modalità di marcia Economy (Range e Power le altre due) e una velocità di crociera di 85 orari (quella classica dei nostri Supertest), eccoci sul primo tratto. Il drizzone verso Parma e una volta imboccata la Cisa, il settore rettilineo che porta a Fornovo, consentono di apprezzare comfort, silenziosità e assenza di qualsivoglia anche minima vibrazione. Insomma, il motore c’è, spinge, ma non si percepisce. E fuori, l’aria, dà l’impressione di accarezzare con dolcezza la ProCabin. È un po’ come volare in aliante: immersi nel silenzio. Il sound non cambia nemmeno quando si comincia a salire verso Berceto.

Dove, è vero, il predittivo gestisce al meglio limitando gli interventi del driver, ma agilità, stabilità e traiettorie precise sono qualità che l’eActros mostra a prescindere. E che nel tratto a scendere verso la Spezia combina veleggiando in recupero di energia. Ed è tanta roba, un autentico tesoretto, pensando ad esempio che i 290 chilometri di autonomia restante comunicati dal check-panel a Berceto, dopo una settantina di chilometri salgono a 340. Gestendo in questo modo l’intero percorso -falcidiato da numerosi cantieri che impongono deviazioni e rallentamenti- l’eActros chiude il Supertest da 442 chilometri con ancora 75 chilometri e il 15 per cento di batteria a disposizione. Sì, il lungo raggio non è più un miraggio.
Il giudizio di VeT
Ce ne sarebbe abbastanza per andare lunghi, ben oltre lo spazio riservato a questa manciata di righe. Senza dubbio, per cominciare, menzione d’obbligo per le linee disegnate dal vento della cabina ProCabin Giga: morbide, eleganti e soprattutto efficiente sotto il profilo aerodinamico. Poi le MirrorCam: rimandano sugli schermi all’interno della cabina immagini nitide e chiarissime, anche in termini di profondità. E ancora, la plancia: abbraccia l’autista mostrandogli tutto il suo essere pratica e funzionale.
Lo avevamo già sottolineato, quindi non rimane che ripeterci. In un truck modernissimo e all’avanguardia come l’eActros 600, il ribaltamento della cabina con sistema idraulico, ergo con martinetto infilato nell’apposito spazio e via con l’autista a stantuffare con movimento ripetitivo, è probabilmente l’unico neo. Che naturalmente si sarebbe potuto facilmente evitare.