Il mercato dei veicoli commerciali in Italia non accenna a risalire la china. A confermarlo è l’ultimo comunicato pubblicato da UNRAE, il quale sottolinea che a maggio si è registrato il decimo calo consecutivo: -11% rispetto allo stesso mese del 2024, con 16.487 veicoli immatricolati contro i 18.523 dello scorso anno. Numeri che assumono una connotazione ancor più negativa se pensiamo che anche per i veicoli industriali la situazione è più o meno la stessa.

I primi cinque mesi dell’anno corrente confermano la forte flessione di tutto il comparto, con 79.358 immatricolazioni rispetto alle 91.291 registrate tra gennaio e maggio 2024 (calo del 13,1%).
Inoltre, prosegue molto lentamente la transizione verso una mobilità a zero o bassissime emissioni: la quota di veicoli elettrici puri si attesta al 5,4%. Il MIMIT, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, a tal proposito, sta mettendo a punto un piano per l’acquisto di nuovi veicoli, così come il MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) che ha già annunciato un piano di incentivi dedicato all’acquisto di veicoli a zero emissioni.

Calo veicoli commerciali, le parole di Roberto Pietrantonio

“È fondamentale che il Governo introduca tempestivamente incentivi efficaci per i veicoli commerciali leggeri”, inizia così l’intervento di Roberto Pietrantonio – nuovo Presidente di UNRAE – in merito agli ultimi dati che confermano il calo delle immatricolazioni per quel che riguarda il mercato dei veicoli commerciali.

Pietrantonio ha poi aggiunto: “L’iniziativa del MIMIT è meritevole ma richiede tempi certi e rapidi. Anche la misura annunciata dal MASE rappresenta un segnale positivo, ma per essere davvero utile dovrebbe diventare operativa quanto prima. Inoltre, per i veicoli commerciali è fondamentale un coordinamento efficace fra i due piani che eviti criticità operative e di mercato”.

Tra i fattori evidenziati da UNRAE vi è anche l’importanza di sviluppare infrastrutture di ricarica specifiche per i veicoli commerciali leggeri, come già ne esistono per quelli pesanti. L’Associazione sottolinea, inoltre, la scarsa capacità di spesa dei fondi PNRR destinati al settore: dei 741,3 milioni di euro messi a disposizione, ne sono stati impiegati solo 140,1.

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