Il numero due del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, ha partecipato la mattina di sabato 16 maggio a un incontro organizzato da FIAP a Transpotec Logitec. Il viceministro non aveva potuto prendere parte alle sessioni inaugurale della fiera milanese, generando un malcelato disappunto nel mondo associativo. Rixi si è scusato per la mancata partecipazione all’inaugurazione, ma ha confermato come il Governo sia più che mai vicino al mondo del trasporto e della logistica in un momento complicatissimo, in cui “alle questioni relative alle conseguenze del conflitto tra Russia e Ucraina si sommano anche le tensioni geopolitiche in Medio Oriente”, con i prezzi dei carburanti letteralmente schizzati alle stelle.

Rixi a Transpotec al Logistic Village di FIAP

Inevitabile un riferimento a quello che succederà venerdì 22 maggio al MIT, con le principali sigle associative convocate dal ministero per un tavolo di confronto a cui, secondo Rixi, dovrebbe partecipare anche la premier Giorgia Meloni. “Venerdì sarà varato un decreto che mira ad aiutare le imprese ad affrontare i rincari del carburante”, ha detto Rixi. Un decreto “che sani la situazione paradossale generata dallo sconto accise che, configurato come aiuto di Stato, ha inciso negativamente sui rimborsi normalmente destinati alle aziende del trasporto merci. Verranno messe sul tavolo delle cifre che ancora non conosco nel dettaglio”.

Era, questo, il messaggio evidentemente più atteso dalla platea. C’è ancora la speranza di evitare un fermo, attualmente programmato dal 25 al 29 maggio, che sarebbe esiziale non soltanto per il mondo dell’autotrasporto. Rixi si è poi soffermato su diversi altri aspetti, a cominciare da una transizione che “è più graduale, nel mondo dei camion, di quello che poteva sembrare fino a poco tempo fa. Per questo bisogna ripensare diverse cose, a partire dal ruolo dei biocarburanti nel processo di decarbonizzazione del trasporto”.

Rixi MIT

Il richiamo all’Europa

Inevitabile il riferimento all’Europa e alle sue regole, per seguire le quali “non si possono lasciar morire intere industrie. L’Europa ha sempre dimostrato capacità di autoregolarsi, speriamo accada anche in questo caso”. Il riferimento è ovviamente ai parametri del Patto di Stabilità che limitano decisamente le voci di spesa dei singoli paesi. Peraltro, secondo Rixi, è opportuno allargare lo sguardo anche al di là del vecchio continente. “Dobbiamo, come Europa, tornare a parlare la stessa lingua degli altri continenti”, ha detto.

Piero Savazzi di FIAP ha quindi incalzato il viceministro su uno degli aspetti che più sono emersi nel corso di Transpotec Logitec, e cioè il fatto che gli operatori della logistica si sentono “invisibili” agli occhi del decisore politico. “Non è per nulla così”, ha detto, “anche se il settore sconta gravissimi problemi infrastrutturali che riguardano soprattutto le strade e le ferrovie”, inadeguate al contesto attuale e alla modernità strutturale e digitale di questi anni.

Affrontata anche la questione del trasporto intermodale, che “deve diventare reale anche attraverso gli strumenti del marebonus e del ferrobonus, su cui continueremo a puntare. I problemi e le questioni si risolvono oggi solo con la partecipazione di tutti gli attori, nazionali e internazionali. È impensabile che i singoli paesi possano investire da soli con le risorse e gli strumenti che hanno a disposizione. La nostra scommessa epocale è quella che l’Italia possa rimanere al centro delle dinamiche internazionali”.

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