Il 'cartello' dei costruttori di camion

Mercoledì 27 settembre, la Commissione europea ha ufficializzato la multa inflitta alla Casa svedese Scania, colpevole secondo l’accusa di aver partecipato al cartello sui prezzi di vendita dei camion instaurato tra il 1997 e il 2011. Tra tutti i sei ‘big’ coinvolti, il Grifone è stato l’unico a fare resistenza, non ammettendo le proprie responsabilità e quindi non cercando una soluzione arbitrale con l’esecutivo comunitario.

Al cartello una multa complessiva di 3,8 miliardi di euro

Alla Casa svedese è stata comminata una sanzione di ben 880 milioni di euro, in termini di valore seconda solo a quella inflitta a Daimler (1 miliardo di euro), seguita poi da Daf (753 milioni), Volvo-Renault (670 milioni) e Iveco (494,6 milioni). Solo Man non pagherà alcuna ammenda, poiché è stata la società a denunciare l’intesa illegale. Non avendo accettato la transazione 2016, a differenza degli altri costruttori coinvolti, Scania non ha potuto beneficiare dello sconto di pena pari a circa il 10 per cento della sanzione originaria.

“Dalle indagini è emerso che Scania ha avuto un ruolo attivo nel cartello  – ha detto in una conferenza stampa a Bruxelles la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager – Questa decisione segna la fine della nostra inchiesta su una intesa durata 14 anni. I costruttori si sono accordati per anni, fin da un loro incontro nel gennaio 1997, sui prezzi alla produzione di diversi segmenti del mercato autocarri. Anziché puntare sulla libera concorrenza, le società hanno pattuito come trasferire ai clienti i costi legati alle nuove tecnologie anti-emissioni”.

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