La controversia sui divieti austriaci al Brennero entra nella fase decisiva. La vicenda giudiziaria ha preso avvio nel 2023 (questo uno dei primi nostri articoli sulla vicenda), quando il Consiglio dei ministri ha formalizzato la richiesta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di promuovere una procedura contro l’Austria ai sensi dell’articolo 259 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Si è trattato del primo ricorso presentato direttamente dall’Italia contro un altro Stato membro davanti alla Corte di giustizia UE. Nel 2024 la Commissione europea, attraverso un parere motivato, ha sostenuto le ragioni italiane, giudicando le misure austriache incompatibili con la libera circolazione delle merci. Il ricorso è stato quindi depositato il 30 luglio 2024, mentre l’Austria ha presentato le proprie controdeduzioni nel dicembre successivo.

Al centro della causa C-524/24 figurano quattro provvedimenti adottati dal Tirolo lungo l’autostrada A12 della Valle dell’Inn e l’asse del Brennero: il divieto di transito notturno per i mezzi pesanti, il divieto settoriale relativo ad alcune categorie di merci, le restrizioni nei sabati invernali e il sistema di dosaggio degli accessi dei camion.

Divieti Brennero, il parere dell’Avvocato generale

Oggi, facendo seguito all’udienza dibattimentale del 21 aprile 2026, l’Avvocato generale della Corte, Manuel Campos Sánchez-Bordona, ha proposto di accogliere il ricorso italiano per tre delle quattro misure contestate.

Sarebbero contrari al diritto dell’Unione il divieto notturno, quello settoriale e il divieto di circolazione previsto nei sabati invernali del 2023. L’Avvocato generale considera invece compatibile con la normativa europea il sistema di dosaggio applicato sull’autostrada A12.

Il MIT ha espresso soddisfazione per le conclusioni, interpretandole come un passaggio importante verso il riconoscimento del diritto alla libera circolazione degli autotrasportatori lungo l’asse del Brennero.

ANITA, invece, ha sottolineato in particolare il richiamo al principio di proporzionalità. Secondo il presidente Riccardo Morelli, la tutela ambientale deve essere perseguita attraverso misure efficaci e non discriminatorie, senza penalizzare il mercato interno, le imprese di autotrasporto e le filiere produttive.

Thomas Baumgartner, past president di ANITA con delega al Brennero, ha ricordato che lungo questo asse si concentra quasi il 40% dei traffici merci italiani, con conseguenze rilevanti su costi, tempi di percorrenza e affidabilità dei servizi.

Infine, va sottolineato che le conclusioni dell’Avvocato generale non sono vincolanti. La sentenza definitiva della Corte di giustizia UE è attesa entro la fine del 2026.

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