Rendere rapidamente operativo il nuovo DPCM Automotive, ripristinare le risorse inizialmente previste e costruire una politica strutturale per sostenere la domanda di veicoli elettrici. Sono alcune delle richieste presentate da Motus-E durante il Tavolo Automotive convocato a Roma dal ministero delle Imprese e del Made in Italy e presieduto dal ministro Adolfo Urso.

Il presidente dell’associazione, Fabio Pressi, confermato alla guida giusto un paio di mesi fa, ha espresso una valutazione positiva sulle misure dedicate alla componentistica italiana, ai veicoli commerciali, alla ricarica domestica e al noleggio sociale, chiedendone tuttavia un rapido rafforzamento e – soprattutto – l’attuazione concreta.

Automotive, Motus-E chiede più risorse

Particolare attenzione è stata riservata ai veicoli commerciali leggeri della categoria N1. Secondo Pressi, “il tempo è decisivo”: per questo Motus-E chiede di ripristinare almeno la dotazione originaria del provvedimento e di incrementare progressivamente i fondi destinati ai veicoli a zero emissioni allo scarico.

Nell’ottica di contrastare il ritardo italiano nella diffusione dell’elettrico, Motus-E individua nelle flotte aziendali il segmento capace di generare volumi più stabili. La proposta è intervenire in modo coordinato su deducibilità, detraibilità dell’Iva e fringe benefit, rendendo più conveniente l’acquisto di veicoli elettrici per le imprese.

Pressi, inoltre, ha invitato il Governo a valutare l’utilizzo della clausola nazionale di salvaguardia prevista dall’Unione europea per gli investimenti legati alla sicurezza energetica e alla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.

Tra le priorità indicate figura, infine, la creazione in Italia di una filiera europea per il recupero e il riciclo delle batterie al litio, dalla raccolta alla raffinazione dei materiali.

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