Si fa presto a dire celle a combustibile: esattamente come accade per i motori convenzionali non si può pensare di non usarle su auto, furgoni e camion. Toyota l’ha fatto su un prototipo di truck per gli Usa (nell’immagine di apertura il mezzo sviluppato insieme a Hino), associando tra loro più unità utilizzate per la vettura a idrogeno Mirai. Ma si trattava, appunto, di un prototipo.

I tempi dei pionieri sono al tramonto però, visto che un recente report della Ue parla di oltre 100mila camion con celle a combustibile alimentate a idrogeno in circolazione nel continente entro il 2030. Un aspetto cruciale, quello delle celle a combustibile, anche nell’ottica del raggiungimento degli obiettivi del pacchetto di misure “Fit for 55”, approvato dalla Commissione europea come punto intermedio per l’ottenimento della neutralità climatica nel 2050.

Celle a combustibile, nasce “Immortal”. Un nome emblematico

Ecco il motivo per cui è nato, proprio con un finanziamento comunitario, un consorzio di ricerca per lo sviluppo nel giro di tre anni di celle a combustibile destinate all’autotrazione di mezzi pesanti, con un ciclo di vita garantito non inferiore a 30mila ore. Il nome “Immortal” è come di consueto la sintesi degli obiettivi in inglese del progetto: Improved lifetiMe stacks fOR heavy duty Trucks ultrA-durabLe components (pile a combustibile di lunga durata per camion pesanti).

Più interessanti i nomi dei partner coinvolti: si parte dal produttore di celle Johnson Matthey, per passare al gigante del settore Bosch e ad Avl che realizza batterie specifiche, a FPT Industrial che si occuperà della ingegnerizzazione produttiva e ai centri di ricerca del Cnrs di Montpellier e dell’università di Friburgo.

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