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Proseguono le tappe per la messa a punto del Green Deal Europeo, presentato per la prima volta nel dicembre 2019. La Commissione europea ha infatti adottato il piano “Fit for 55%”, un pacchetto di proposte per rendere le politiche dell’UE in materia di clima, energia, uso del suolo, trasporti e fiscalità idonee a ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Il conseguimento di tali riduzioni nel prossimo decennio è fondamentale affinché l’Europa diventi il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050 e si concretizzi il tanto agognato Green Deal europeo. Tante le novità introdotte, a partire dal progressivo abbandono delle motorizzazioni endotermiche delle auto, che si è concretizzato nella proposta di stop al diesel entro il 2035, fino ad arrivare alle nuove politiche sugli ETS (scambio di quote di emissione) e all’efficientamento energetico.

“L’economia basata sui combustibili fossili ha raggiunto i suoi limiti”, ha esordito Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea. “Vogliamo lasciare alla prossima generazione un pianeta sano, nonché buoni posti di lavoro e una crescita che non danneggi la nostra natura. Il Green Deal europeo è la nostra strategia di crescita che si sta muovendo verso un’economia decarbonizzata. L’Europa è stata il primo continente a dichiarare l’obiettivo delle propria neutralità climatica nel 2050 e ora siamo i primi a presentare una tabella di marcia concreta. L’Europa guida il dibattito sulle politiche climatiche attraverso l’innovazione, gli investimenti e la compensazione sociale.”

Ursula von der Leyen

Green Deal Europeo, è in arrivo una rivoluzione per il mondo automotive

Oltre allo scambio di quote di emissione, è necessario un insieme di misure per far fronte all’aumento delle emissioni nel settore dei trasporti stradali. Norme più rigorose in materia di emissioni di CO2 per le autovetture e i furgoni accelereranno la transizione verso una mobilità a emissioni zero, imponendo che le emissioni delle autovetture nuove diminuiscano del 55 % a partire dal 2030 e del 100 % a partire dal 2035 rispetto ai livelli del 2021. Di conseguenza, tutte le autovetture nuove immatricolate a partire dal 2035 saranno a zero emissioni.

Per consentire ai guidatori di avere accesso ad una rete affidabile in tutta Europa per la ricarica o il rifornimento dei loro veicoli, il la revisione del regolamento sull’infrastruttura per i combustibili alternativi imporrà agli Stati membri di aumentare la capacità di ricarica in linea con le vendite di autovetture a emissioni zero e di installare punti di ricarica e di rifornimento a intervalli regolari sulle principali autostrade: ogni 60 km per la ricarica elettrica e ogni 150 km per il rifornimento di idrogeno.

Green Deal europeo, tutte le proposte sono interconnesse. Si prosegue con il sistema di scambio delle emissioni

Le proposte della Commissione UE, che consentiranno di imprimere l’accelerazione necessaria alle riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra nel prossimo decennio, sono tra loro strettamente interconnesse. Dopo la questione dei motori endotermici, probabilmente la più spinosa per il settore dei trasporti, si prosegue dunque con il sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (ETS), che fissa un prezzo per il carbonio e riduce ogni anno il limite massimo applicabile alle emissioni di determinati settori economici.

Negli ultimi 16 anni questo sistema ha consentito di ridurre del 42,8% le emissioni provenienti dalla produzione di energia elettrica e dalle industrie ad alta intensità energetica. Oggi la Commissione propone di abbassare ulteriormente il limite massimo generale delle emissioni e di aumentarne il tasso annuo di riduzione.

Per ovviare alla mancata riduzione delle emissioni nel trasporto stradale e negli edifici, è istituito un nuovo sistema separato di scambio delle quote di emissione per la distribuzione di carburante per il trasporto stradale e di combustibile per gli edifici. La Commissione propone inoltre di aumentare l’entità dei fondi per l’innovazione e la modernizzazione.

Il ruolo della spesa pubblica

Per integrare la cospicua spesa destinata all’azione per il clima e per il Green Deal nel bilancio dell’UE, gli Stati membri dovrebbero spendere la totalità delle loro entrate derivanti dallo scambio di quote di emissione per progetti connessi al clima e all’energia. Una parte specifica delle entrate provenienti dal nuovo sistema per il trasporto stradale e gli edifici dovrebbe essere destinata ad ovviare all’eventuale impatto sociale per le famiglie, gli utenti dei trasporti e le microimprese vulnerabili.

Per quanto riguarda la produzione e l’uso di energia, che rappresentano il 75 % delle emissioni dell’UE, per la Commissione è essenziale accelerare la transizione verso un sistema energetico più verde. La direttiva sulle energie rinnovabili fisserà l’obiettivo più ambizioso di produrre il 40 % della nostra energia da fonti rinnovabili entro il 2030. Tutti gli Stati membri contribuiranno a questo obiettivo e sono previsti obiettivi specifici per l’uso delle energie rinnovabili nei settori dei trasporti, del riscaldamento e del raffrescamento, degli edifici e dell’industria. Per conseguire nel contempo gli obiettivi climatici e ambientali, i criteri di sostenibilità per l’uso della bioenergia sono rafforzati e gli Stati membri dovranno elaborare regimi di sostegno alla bioenergia in modo da rispettare il principio dell’uso a cascata della biomassa legnosa.

Consumo di energia e importazioni, le misure sono più severe

Per quanto riguarda il consumo di energia, l’UE ha puntato i riflettori sul ruolo dell’efficientamento energetico. A tal fine si fisseranno i contributi nazionali raddoppiando praticamente l’obbligo annuo in termini di risparmio energetico per gli Stati membri. Il settore pubblico sarà tenuto a ristrutturare il 3 % dei suoi edifici ogni anno in modo da incentivare la cosiddetta “ondata” di ristrutturazioni.

Infine, un nuovo meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere fisserà un prezzo del carbonio per le importazioni di determinati prodotti per garantire che l’azione ambiziosa per il clima in Europa non porti alla rilocalizzazione delle emissioni di carbonio. Ciò consentirà di garantire che le riduzioni delle emissioni europee contribuiscano a un calo delle emissioni a livello mondiale.

Il bilancio a lungo termine dell’UE per i prossimi sette anni sosterrà la transizione verde. Il 30 % del bilancio del quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e del NextGenerationEU, dotati di uno stanziamento pari a 2 000 miliardi di €, è destinato a sostenere l’azione per il clima; il 37 % dei 723,8 miliardi di € (a prezzi correnti) dellostrumento per la ripresa e la resilienza, che finanzierà i programmi nazionali di ripresa degli Stati membri, è destinato all’azione per il clima.

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