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Grazie agli sforzi della Polizia Stradale per deviare il traffico, e del Governo per istituire le strutture dove poter fare i tamponi, ieri la situazione della viabilità sull’A22 e sul Brennero è tornata alla normalità. Ma i camionisti, con gli obblighi di registrazione e di tampone imposti da Germania e Austria, sono ancora sottoposti a fortissimi disagi che, avverte Unatras (la sigla dell’autotrasporto che riunisce le associazioni di categoria italiane), potrebbero mettere a rischio anche la produzione industriale dell’Italia, già duramente provata dalla crisi pandemica.

Brennero

Brennero, a rischio la produzione industriale nazionale

L’obbligo di test antigenici rapidi che sono accettati se effettuati nelle 48 ore precedenti il passaggio delle frontiere (non solo al Brennero) costituiscono infatti un onere pesante per chi vive una professione dinamica senza la certezza di potersi rivolgere ad un laboratorio autorizzato come espressamente richiesto.

La scelta autonomamente assunta dalla Germania e dall’Austria di non esentare i conducenti di camion dai nuovi requisiti di test COVID, che è poi ricaduta su una delle rotte commerciali più importanti d’Europa (40 milioni di ton di merci transitate nel solo 2018), ha creato una situazione di caos preoccupante al Brennero, andando ad aggravare pesantemente il lavoro degli autisti impegnati nei trasporti internazionali.

Le fabbriche in tutta l’UE sono ora a rischio, comprese le industrie tedesche chiave che dipendono da catene di fornitura multinazionali, come il settore automobilistico che vede proprio l’Italia quale fornitore strategico. Altrettanto si può dire dei supermercati, che dovranno necessariamente fare a meno delle derrate alimentari che ogni giorno oltre 7000 camion portano dall’Italia in tutto il Centro Europa.

Una scelta che cozza contro le direttive UE

«È clamorosa – afferma il Presidente nazionale di UNATRAS e Confartigianato Trasporti Amedeo Genedani – la contraddizione tra quanto deciso dai singoli Stati membri e le raccomandazioni che la Commissaria Valean, solo qualche giorno fa, ha espresso con una lettera indirizzata a tutti i Ministri dei Paesi membri della UE».

«Le nuove incomprensibili misure adottate sono totalmente in contrasto con quanto afferma l’Unione europea che ha introdotto le cosiddette Green Lanes, ovvero corsie facilitate per i veicoli ed i lavoratori dei trasporti alle frontiere allo scopo di non deprimere l’economia e consentire di poter contare su un flusso ininterrotto di prodotti alimentari, farmaci e merci essenziali per la produzione».

Peraltro il tasso di positività relativamente basso (0,3%) derivanti dai sistematici test effettuati dai camionisti testimonia che il personale addetto al trasporto merci è abbastanza sicuro perché non tende a mescolarsi con la popolazione locale mentre transita in un paese; è la dimostrazione che le imprese di trasporto su strada e i conducenti rispettano le norme sanitarie applicabili. Inoltre, le misure temporanee eccezionali, quali deroghe ed esenzioni, contribuiscono a mantenere i lavoratori lontani da potenziali fonti del virus.

Imposizioni su imposizioni: bisogna scongiurare l’aggravarsi della crisi

«Le assurde decisioni assunte da Germania ed Austria – denuncia il Presidente Unatras e Confartigianato Trasporti – rischiano di bloccare la catena di approvvigionamento dell’intero Centro Europa e finiscono per introdurre nuovi e pesanti disagi per una categoria di lavoratori che assicura quotidianamente i rifornimenti vitali per le industrie ed i cittadini di tutta Europa».

L’obbligo di registrazione e di tampone imposto da Germania e Austria si aggiunge poi alle misure, come ha ribadito la nota Unatras, “che già l’Austria ha introdotto da mesi con divieti di circolazione che vanno contro qualsiasi normativa europea e che si trasformano unicamente in armi di concorrenza sleale per favorire l’autotrasporto degli Stati che detengono una posizione chiave a cavallo delle Alpi”.

“Invito quindi il presidente della Commissione Von der Leyen, la Commissaria Valean e il Parlamento Europeo a difendere la libera circolazione delle merci – conclude il Presidente Genedani – ostacolata da questa emergenza che rappresenta anche un’urgente questione su cui Unatras chiederà da subito l’intervento del neo Ministro dei Trasporti Enrico Giovannini.

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