Che l’industria dell’automotive in Europa non se la passi affatto bene è cosa, ahinoi, nota da qualche tempo. La contrazione della domanda, gli elevati costi energetici, la controversa strategia sulla transizione all’elettrico imposta dalla Ue, e non ultimo l’offensiva dei cinesi calati nel Vecchio Continente con la forza di un ciclone difficile da arginare nelle sue conseguenze, hanno via via appesantito bilanci e idee dei marchi storici dell’automobile, costretti adesso a correre ai ripari (quando ormai, però, come i più sostengono, i buoi sono usciti dal recinto).

Detto ciò, la notizia rimbalzata dalla Germania negli ultimi giorni aveva lasciato quantomeno attoniti. Storditi. Manager Magazin, settimanale tedesco, a proposito della strategia di Volkswagen aveva parlato di centomila posti di lavoro tagliati e riduzione dei costi generali per circa 11 miliardi di euro entro il 2030. E poi, nel medio termine, la chiusura degli stabilimenti di produzione di Hannover, Zwickau ed Emden.

Oggi, a fare chiarezza sulla situazione, è arrivato il comunicato ufficiale di Volkswagen. Il Gruppo ha fatto sapere di star preparando una nuova fase della propria trasformazione industriale. Il tutto esplicato in un piano – composto da 12 iniziative strategiche – che ha l’obiettivo di rendere l’azienda più efficiente, resiliente e competitiva entro il 2030.

Il programma dovrebbe intervenire sulla gamma, sulle tecnologie, sulla rete produttiva e sulla struttura organizzativa. Alla base delle decisioni, spiega il costruttore, vi sono sostanzialmente le cause di cui abbiamo fatto menzione sopra: crescita dei costi, tensioni geopolitiche, dazi commerciali, inasprimento dei requisiti normativi e concorrenza internazionale sempre più intensa.

Volkswagen, i punti centrali del piano

Uno degli interventi più rilevanti riguarda la razionalizzazione dell’offerta. Il numero dei modelli potrà essere ridotto fino al 50%, concentrando le risorse nei segmenti considerati più promettenti. La complessità delle configurazioni e degli equipaggiamenti dovrebbe invece diminuire fino al 75%.

Volkswagen intende, inoltre, armonizzare piattaforme, architetture elettroniche e sistemi software, limitando le sovrapposizioni tra i marchi e adattando prodotti e tecnologie alle esigenze delle diverse regioni.

“Stiamo rendendo il Gruppo Volkswagen più rapido, resiliente e competitivo”, ha dichiarato il CEO Oliver Blume, indicando tra le priorità la riduzione della complessità, la focalizzazione su tecnologie strategiche e la semplificazione delle strutture decisionali.

Il piano prevede anche un ulteriore ridimensionamento della rete industriale. Prima della pandemia, gli impianti erano dimensionati per circa 12 milioni di veicoli all’anno. Dopo una riduzione, già realizzata, pari a circa 2 milioni di unità, il nuovo obiettivo è allineare la capacità a una domanda annuale di circa 9 milioni di veicoli.

Il Gruppo, inoltre, concentrerà maggiormente le risorse sul core business automotive. In questa strategia rientra la cessione della quota di maggioranza di Everllence, azienda focalizzata sulla decarbonizzazione e sulla transizione energetica. Da questa operazione Volkswagen prevede di incassare circa 7,4 miliardi di euro.

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