Gli sviluppi dell’idrogeno, vettore teoricamente molto promettente per alimentare i veicoli pesanti, non stanno rispettando le attese di qualche anno fa. Com’è noto, i costruttori stanno sviluppando e testando prototipi, sia con le celle a combustibile, sia con il motore a combustione interna alimentato a idrogeno, ma siamo ancora piuttosto lontani dalla produzione di serie, e anche da quella di pre-serie. A livello normativo, l’Europa ha inserito l’infrastruttura per la distribuzione dell’idrogeno all’interno dell’AFIR, il quadro destinato a regolamentare, appunto, il sistema infrastrutturale di supporto all’autotrasporto. Adesso il consorzio H2Accelerator, che agisce proprio nell’ambito dell’idrogeno, fa sentire la propria voce per evitare che i piani di sviluppo originari vengano ridimensionati, e lo fa pubblicando un position paper in proposito.

Idrogeno in Europa nell’autotrasporto: quante questioni aperte

Secondo H2Accelerate, la decarbonizzazione del settore del trasporto merci su strada in Europa dovrebbe avvenire attraverso una soluzione combinata che preveda veicoli elettrici a batteria e a idrogeno. Il consorzio afferma che AFIR sta “già ottenendo risultati positivi nel promuovere la diffusione delle infrastrutture in alcuni Stati membri”. L’esempio virtuoso proviene dai Paesi Bassi, dove “gli incentivi per l’idrogeno nella mobilità, noti con l’acronimo SWiM, hanno sostenuto l’introduzione coordinata di veicolie infrastrutture, consentendo investimenti nelle stazioni di rifornimento e limitando al contempo il rischio di sottoutilizzo”.

Sulla scia del successo del programma SWiM, nel gennaio 2026 il Ministero federale tedesco dei Trasporti ha varato un programma simile, del valore di 220 milioni di euro, destinato alle stazioni di rifornimento di idrogeno e ai camion, al fine di realizzare la rete prevista dal regolamento AFIR. “Mantenere gli attuali obiettivi dell’AFIR relativi alle infrastrutture di rifornimento a emissioni zero è essenziale per garantire la certezza normativa e contribuire a rafforzare la fiducia degli investitori. Come minimo, occorre mantenere l’attuale livello di ambizione, mentre si raccomandano adeguamenti mirati per garantire che le infrastrutture di rifornimento di idrogeno siano meglio allineate alle esigenze operative dei veicoli pesanti”, aggiunge H2Accelerate.

Il punto di vista di H2Accelerate

“L’AFIR è una politica fondamentale per lo sviluppo dell’ecosistema europeo dell’autotrasporto a emissioni zero”, ha detto Hannah Bryson-Jones, portavoce di H2Accelerate. “Mantenere la sua attuale ambizione rafforza la certezza normativa necessaria per sbloccare gli investimenti nelle infrastrutture di rifornimento di idrogeno, sostenere la diffusione dei veicoli e dare agli operatori delle flotte la fiducia necessaria per passare ai camion a emissioni zero. Con un quadro politico adeguato, l’Europa può costruire una rete di rifornimento affidabile e interoperabile e rimanere sulla strada giusta verso un sistema di trasporto merci su strada competitivo e decarbonizzato”.

Questi, in estrema sintesi, i punti principali sui quali si sofferma il documento pubblicato da H2Accelerate:

  • Mantenere gli obiettivi obbligatori per gli Stati membri relativi alla diffusione delle infrastrutture per i combustibili alternativi, in particolare per la realizzazione di stazioni di rifornimento di idrogeno nei centri urbani e lungo la rete principale TEN-T.
  • Sostenere gli Stati membri nell’attuazione di programmi efficaci volti a stimolare la diffusione di infrastrutture conformi alla direttiva AFIR.
  • Attuare adeguamenti mirati all’articolo 6 per allineare meglio i requisiti minimi relativi alle stazioni di rifornimento di idrogeno alle esigenze operative del settore dell’autotrasporto pesante, come individuate dal sottogruppo sull’idrogeno del Forum sui trasporti sostenibili nel 2025.

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