Renault Trucks ha consegnato due T High da 520 cavalli alla AP Trasporti di Gatteo, in Romagna. La consegna è avvenuta tramite la concessionaria Sicamion. Si tratta di veicoli equipaggiati con motore Euro VI da 520 CV che vanno a integrare un terzo veicolo Renault Trucks, con motore da 480 CV, ritirato dall’azienda romagnola lo scorso anno.

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Perché i nuovi Renault Trucks T High

La AP Trasporti si occupa del trasporto di materiale siderurgico in tutta Italia: viaggiando spesso a pieno carico, necessita quindi di veicoli che offrano elevate prestazioni con bassi consumi. “Ho bisogno di propulsori che offrano un buon equilibrio tra prestazioni e consumi, perché trasporto prodotti siderurgici e quindi viaggio quasi sempre a pieno carico”, ha spiegato Andrea Pazzini, fondatore e titolare di AP Trasporti, rappresentante della quarta generazione di autotrasportatori. “Tutto ebbe inizio con il mio bisnonno con un carro trainato da cavalli, successivamente fu la volta di mio nonno e mio padre Ferdinando che ereditarono l’attività. Iniziai a guidare il camion nel 1983 come mono veicolare per trasportare prodotti in plastica, fortunatamente l’azienda ha vissuto un processo di crescita costante e oggi conta tredici trattori e ventisette semirimorchi”, ha raccontato.

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Consumi e affidabilità

Il consumo di carburante è tra gli aspetti principali che AP considera nella scelta di un nuovo camion. “Ho provato il primo Renault Trucks T, che mi ha soddisfatto da questo punto di vista, quindi ho deciso di acquistarne altri due. La seconda caratteristica importante è l’affidabilità e la qualità del servizio e anche in questi casi il costruttore francese mi ha pienamente soddisfatto”, ha aggiunto Andrea Pazzini.

Dal 1990, AP aderisce alla Cooperativa Polo Trasporti di Cesena: da allora i suoi camion operano per conto della cooperativa, che trasporta materiale siderurgico anche per il 60% dei viaggi di rientro. Per migliorare la produttività del trasporto, la società riduce i tempi di attesa dei veicoli e degli autisti tramite la rotazione dei semirimorchi: “Nello stabilimento di Forlimpopoli lasciamo i semirimorchi vuoti la sera, che vengono caricati durante la notte. Ci vuole tempo, perché generalmente carichiamo una sessantina di pacchi di varie misure. Un nostro trattore li porta poi in un piazzale dove fissiamo e copriamo il carico, così da partire il prima possibile. La maggior parte dei semirimorchi sono centinati, ma abbiamo anche cassonati”, ha spiegato Pazzini.

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