Il Marchio del Leone e quello di Göteborg affilano le armi mettendo in campo, con l’ultima generazione dei rispettivi top class, veicoli ricchi di contenuti hi-tech che mirano all’efficienza e al benessere dell’autista.

Man TG e Volvo FH, l’autista al centro dei progetti del Leone e di Göteborg

Fra qualche anno li ricorderemo come gli unici due nuovi modelli di pesanti presentati nel disgraziatissimo anno 2020, poco prima che il lockdown imposto in Europa (e non soltanto) per provare ad arginare la pandemia del Covid-19, congelasse tutto, chiudendo i confini, fermando ogni attività produttiva e costringendo i cittadini a una lunga quarantena casalinga. Certamente non è però questo il motivo per cui i responsabili di Man e Volvo Trucks vorrebbero che le rispettive new generation dei vari Man Tg e Volvo Fh conquistassero un posto di rilievo nella storia del camion.

Come infatti ogni costruttore che impegna ingenti risorse, umane ed economiche, nello studio, sviluppo, progettazione e produzione di un nuovo modello, le ambizioni e le aspettative sono decisamente diverse. Naturale sia così nella logica di un business profittevole. E a maggior ragione lo è diventato proprio in questi tempi, diciamo da una manciata d’anni a questa parte, da quando con l’entrata in vigore della normativa Euro 6 e dei suoi successivi step, si è decisamente alzata l’asticella della qualità e dell’efficienza. Intesa anche come livello di sicurezza attiva e passiva, mentre vocaboli quali digitalizzazione e connettività hanno fatto irruzione anche nel sempre più competitivo universo del truck.

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Il ruolo dell’autista nello sviluppo della catena cinematica

Ebbene, proprio il nuovo Man Tg, così come i Volvo Fh, Fm e Fmx oggetto delle più recenti rivisitazioni, e con loro il Mercedes Actros, sono la prova più evidente e concreta di quanto, come e soprattutto verso quale direzione il mondo del truck si sta indirizzando in chiave di sviluppo del prodotto. Guardando infatti al singolo progetto messo in campo dal di Monaco e da quello svedese di Göteborg, non è difficile individuare e leggere nei nuovi modelli un identico approccio, che lascia per un attimo da parte, o perlomeno non mette al centro del programma lo sviluppo tecnologico applicato alla catena cinematica come lo abbiamo fin qui conosciuto, preferendo concentrarsi sull’autista, le sue esigenze e le sue aspettative. Ciò non significa affatto trascurare il tema dell’efficienza, operativa e di rendimento, semmai, al contrario, raggiungerla sviluppando e migliorando aree e aspetti fino a oggi evidentemente non considerati così decisivi. D’altronde, internet e connettività, hanno rapidamente trasformato il concetto stesso di camion: da semplice mezzo per il trasporto e la distribuzione di merci, a vero e proprio ufficio viaggiante e centro di business intelligente e sostenibile.

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A bordo del Man Tg funzionalità al top

Non è un caso, allora, che in quello che può essere considerato un progetto allargato, la Man abbia coinvolto oltre 700 autisti per tracciare le linee guida del nuovo modello. Un’esperienza di team dalla quale è scaturita una generazione di veicoli che fissa nuovi parametri in termini di funzionalità, assistenza alla guida, connettività. E più in generale in materia di efficienza, con quell’8 per cento di taglio dei consumi che della serie Tg ne riassume in pieno le qualità.

Hanno lavorato di fino, progettisti e tecnici del Leone di Monaco. Mantenendo sì lo stesso guscio cabina della precedente edizione, ma rinforzandolo in modo tale da ottemperare alle più restrittive regole sui crash test che verranno, e soprattutto alzandone di 80 millimetri il posizionamento sul telaio (soluzione che dovrebbe preludere all’arrivo del nuovo motore di 13 litri). Non è tutto. Allo scopo di diminuire la resistenza all’avanzamento, minimizzare l’effetto dei vortici e ottimizzare la stabilità, si è intervenuti sull’aerodinamica, ridisegnando ad esempio le nervature dei pannelli laterali a tutto vantaggio dello scorrimento dei flussi d’aria. Anche il frontale è stato rivisto, aumentando le dimensioni della calandra a ‘V’, a sua volta ben armonizzata col paraurti dotato di prese d’aria trapezoidali.

La cabina, un interno all’avanguardia

Non mancano le novità anche dentro, dove l’imprinting è quello di una cabina che coniuga funzionalità e comfort in dosi elevate. A centro plancia spicca il selettore, con poggiapolso, che governa le info del quadro strumenti. A sua volta il comando del cambio Tipmatic diventa una leva sistemata dietro il volante, il freno di stazionamento si fa elettrico, la seduta più larga offre maggiori possibilità di regolazione (50 mm aggiuntivi per la corsa, 120 per l’altezza), mentre i pulsanti di comando delle porte emigrano sulla tasca interna lato autista. E in tema di praticità, da segnalare la soluzione del sedile passeggero ruotante verso il centro con schienale che, ripiegabile, si trasforma in un pratico tavolino.

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Volvo FH, la centralità dell’ambiente  di guida

Anche lo sviluppo dei nuovi pesanti Volvo ruota attorno alla centralità dell’ambiente di guida. E conseguentemente al benessere dell’autista nello svolgimento del proprio operato quotidiano. L’obiettivo è duplice: attrarre conducenti qualificati e fare dei prodotti di Göteborg i migliori partner commerciali per i propri clienti. L’ammiraglia Fh, e con lei l’Fh 750, è il volano di questa strategia. Come un abito di alta sartoria, è nei dettagli che fa (e si vede) la differenza. Il volto non cambia granchè, solo che con l’ultima release i classici fari sono stati spostati leggermente verso l’esterno, gli indicatori di direzione sono andati a occupare, sul lato, la zona inferiore delle portiere, mentre il pannello dei tergi è più sottile.

Anche gli abbaglianti diventano adattivi

E a proposito di fari, una chicca dell’Fh sono gli abbaglianti adattivi. Incrociando traffico in senso opposto, il sistema disattiva sezioni specifiche dell’abbagliante a Led regolando in automatico il fascio di luce quando, appunto, telecamera e radar rilevano la presenza di altri veicoli in senso opposto oppure variazioni dell’intensità della luce. E un utile contributo alla sicurezza è anche quello garantito da Ebs (di serie), cruise adattivo configurato per velocità fino a zero orari, cruise per la discesa, riconoscimento dei segnali stradali con rilevamento dei divieti di sorpasso e limiti di velocità, Dynamic steering. A bordo, al centro del cruscotto, spicca invece il quadro strumenti da 12 pollici completamente digitale (possibili quattro diverse visualizzazioni). È abbinabile col display laterale da 9 pollici (optional) per l’infotainment, la navigazione, le info sul trasporto, gestibile tramite controllo vocale oppure attraverso i tasti sul volante.

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