Oltre 15.000 camion elettrici sono impiegati quotidianamente sulle strade europee da circa 5.000 imprese di trasporto. È da questo dato che parte il rapporto strategico “Beyond Diesel” di MAN Truck & Bus, relativo alle condizioni necessarie per rendere l’elettrificazione sostenibile anche sul piano economico.

Secondo gli studi citati dal costruttore, dal 2030 i veicoli elettrici a batteria potrebbero rappresentare tra il 15 e il 35% delle nuove immatricolazioni di camion. A spingere la transizione sono gli obiettivi europei sulla riduzione delle emissioni di CO₂ e il crescente peso del trasporto a zero emissioni nelle gare indette dai committenti.

MAN e il rapporto strategico “pro elettrico”: il caso Foppiani

Tra le aziende analizzate, anche l’italiana Foppiani Transport. L’impresa familiare milanese, attiva nei collegamenti nazionali e nei trasporti specializzati con una flotta interamente MAN, ha introdotto recentemente un trattore elettrico e un autocarro cabinato (in questo articolo ne avevamo parlato dettagliatamente). Inoltre, un altro MAN eTGX è già stato ordinato.

Il progetto comprende l’infrastruttura di ricarica in deposito e un impianto fotovoltaico da 350 kWp presso la sede di Milano. Il caso di Foppiani coincide perfettamente con il modello che MAN definisce “BEV Starter”: un ingresso graduale nell’elettrificazione, costruito attorno a missioni operative accuratamente selezionate.

Centrale anche il coinvolgimento della committenza. “Il valore aggiunto dei camion elettrici supera i maggiori costi, anche perché i nostri clienti sono disposti a riconoscere un premio per i benefici offerti”, afferma Pietro Zanon, Purchasing & Maintenance Manager di Foppiani.

Secondo MAN, fino al 90% delle ricariche avviene o avverrà presso le sedi degli operatori. Integrando fotovoltaico, accumulo e gestione intelligente, il costo dell’energia potrebbe scendere sotto 0,16 euro per kWh, producendo in cinque anni un vantaggio sul costo totale di esercizio fino al 13% rispetto al diesel.

Gli altri casi analizzati da MAN riguardano la tedesca Betonwerk Bad Lausick, che ha scalato il progetto fino a cinque eTGX, e l’austriaca Schlager Transport Logistik, già elettrica per metà della flotta. In conclusione, il rapporto evidenzia che il vantaggio non dipende solo dal camion, ma dall’integrazione tra veicolo, deposito, ricarica ed energia.

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