L’obiettivo strategico di Milano Ristorazione è ambizioso: elettrificare l’intera flotta di veicoli destinati al trasporto dei pasti scolastici entro il 2030. Un impegno sfidante preso con il Comune di Milano nell’ambito del nuovo Contratto di Servizio e del Climate City Contract che la città ha presentato per aderire alla Missione lanciata nel 2020 dalla Commissione Europea “100 climate-neutral and smart cities by 2030”.

Un traguardo importante sarà raggiunto già nel 2026, quando l’80% dei mezzi sarà elettrico, contribuendo alla riduzione delle emissioni e al miglioramento della qualità dell’aria cittadina. Ogni giorno, 121 veicoli partono dai 24 centri cucina centralizzati e dalle 79 cucine nido, consegnando oltre 80.000 pasti a bambini e ragazzi di nidi, scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado. Da gennaio 2025, 15 nuovi mezzi elettrici sono entrati in servizio nell’Area C, sostituendo quelli a combustione. Entro il 2026, saranno introdotti altri 81 veicoli a zero emissioni. Una volta raggiunta l’elettrificazione totale della flotta, si raggiungerà una riduzione di 232 tonnellate di CO₂ all’anno.

Milano Ristorazione: ridurre le emissioni per un servizio più sostenibile

“L’elettrificazione della flotta è un passo importante verso un servizio più sostenibile che consente di attuare l’impegno assunto nell’attuazione degli indirizzi della food policy di Milano. Ridurre l’impatto ambientale dei trasporti significa migliorare la qualità della vita in città e offrire ai più piccoli un ambiente più sano. Questo progetto si inserisce in un percorso più ampio di innovazione e responsabilità”, ha dichiarato Davide Vincenzo Dell’Acqua, Presidente di Milano Ristorazione.

Parallelamente, infatti, sono diversi gli ambiti in cui Milano Ristorazione sta investendo per migliorare efficienza e sostenibilità. Ne sono esempi il potenziamento degli impianti fotovoltaici oppure l’efficientamento delle strutture. Ma l’attenzione alla sostenibilità riguarda anche la selezione delle materie prime, con una preferenza per prodotti biologici, a filiera corta e a km zero, oltre a DOP e IGP. Anche i fornitori vengono scelti secondo criteri rigorosi, privilegiando chi utilizza pratiche sostenibili, veicoli ecologici, imballaggi biodegradabili e possiede certificazioni ambientali.

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