Gasolio, torna il taglio delle accise fino al 7 novembre. Cosa cambia per l’autotrasporto
La riduzione vale 4 centesimi al litro, 4,88 Iva compresa, e riguarda il periodo che va dal 28 ottobre al 7 novembre. Per chi recupera le accise sul gasolio commerciale diminuisce anche il rimborso; il risparmio effettivo riguarda invece i consumi esclusi dall’agevolazione.
Torna una riduzione (temporanea) delle accise sul gasolio. Il decreto interministeriale, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 250, fissa l’aliquota a 632,90 euro per mille litri dal 28 ottobre al 7 novembre compresi, rispetto ai 672,90 euro dell’aliquota ordinaria.
Il taglio è quindi di 4 centesimi al litro, che diventano 4,88 considerando l’Iva. Questo, ovviamente, è l’effetto della sola componente fiscale: la variazione effettiva del prezzo alla pompa dipenderà anche dall’andamento della componente industriale.
Accise gasolio, il nuovo intervento: cosa cambia per l’autotrasporto
Come avevamo raccontato in questo articolo, il precedente intervento aveva previsto due passaggi: 572,90 euro per mille litri dal 18 al 25 settembre e 622,90 euro dal 26 settembre al 5 ottobre. Dal 6 ottobre, invece, era tornata l’aliquota ordinaria. Si apre dunque una nuova finestra di riduzione, con un beneficio che però è inferiore rispetto a quello dell’ultimo sconto.
Il provvedimento utilizza il meccanismo delle cosiddette accise mobili: parte delle maggiori entrate Iva legate all’aumento del prezzo internazionale del greggio viene impiegata per alleggerire il prelievo sui carburanti. La copertura ammonta a 38,7 milioni di euro, ricavati dall’extragettito Iva di settembre.
Per capire gli effetti sull’autotrasporto occorre distinguere i consumi ammessi al rimborso sul gasolio commerciale da quelli esclusi. Nel trasporto merci l’agevolazione riguarda, sottintendendo il rispetto degli altri requisiti, i veicoli di massa complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate, Euro V o VI.
L’impresa, per questi mezzi, paga l’accisa nel prezzo del carburante e ne recupera successivamente una parte. Se l’accisa diminuisce, cala anche il rimborso: su 1.000 litri, applicando il meccanismo ordinario, si pagano 40 euro di accisa in meno e si recuperano 40 euro in meno. Il carico finale resta quindi invariato, con un beneficio di liquidità al rifornimento.
Per i consumi esclusi dal rimborso, per esempio quelli dei mezzi sotto le 7,5 tonnellate o Euro IV e precedenti, il taglio si traduce invece in un risparmio effettivo.
Resta distinto il credito d’imposta contro il caro gasolio: come riportato nel nostro articolo, il decreto-legge 193/2026 ha destinato ulteriori 126,4 milioni di euro al settore.