Una maxi operazione della Guardia di Finanza ha coinvolto nei giorni scorsi alcune delle sedi italiane dei gruppi BRT (ex Bartolini) e Geodis. Gli oltre 100 agenti impegnati vogliono vederci chiaro sul versante della somministrazione illecita di manodopera, che genererebbe naturalmente una concorrenza sleale nei confronti di altri operatori. In totale sono più di 100 i milioni di euro sequestrati dalla Finanza, che ha effettuato perquisizioni in diverse regioni italiane: dalla Lombardia all’Emilia-Romagna; dal Veneto alla Toscana.

La Guardia di Finanza fa visita a BRT e Geodis

Stando a quanto trapela a proposito dell’inchiesta, le multinazionali della logistica avrebbero messo in atto operazioni contabili fittizie e altrettanto fittizi contratti d’appalto per la somministrazione di manodopera. Sarebbe, secondo l’accusa, stato eluso il versamento delle tasse dovute, appunto, per la somministrazione di manodopera, regolata attraverso complessi rapporti con società terze e cooperative. Non sarebbero stati versati nemmeno i dovuti contributi previdenziali e assistenziali ai lavoratori.

Il commento di Franchini (Ruote Libere)

“Da anni denunciamo come la competizione al ribasso in questo settore sia caratterizzata da aspetti distorti e illegali. Le infiltrazioni mafiose nell’autotrasporto sono note, così come l’uso di cooperative farlocche e società cartiere che consentono di evadere tasse e Iva. Non può essere poi lo sfruttamento del lavoro la leva per la competitività nel settore. Una realtà che ha inquinato nelle fondamenta il mercato, ma che ancor oggi viene affrontata con slogan vuoti e sterili dichiarazioni di principio”. Questo il commento di Cinzia Franchini, portavoce dell’associazione Ruote Libere.

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