Via libera del Parlamento europeo al nuovo metodo unico a livello Ue per il calcolo delle emissioni di gas a effetto serra prodotte dal trasporto di merci e passeggeri.

L’Aula di Strasburgo ha confermato l’accordo raggiunto con gli Stati membri, introducendo un quadro comune per le aziende che intendono rendicontare, comunicare a fini contrattuali o utilizzare in attività di marketing i dati relativi alle proprie emissioni. Lo stesso metodo dovrà essere adottato anche nei casi in cui il calcolo sia richiesto da altre normative europee.

Il regolamento, salvo eccezioni, entrerà in applicazione quattro anni e mezzo dopo la sua entrata in vigore. La novità non introduce un obbligo generalizzato di misurare le emissioni, ma stabilisce che, quando un’impresa decide di farlo, dovrà utilizzare lo strumento comune previsto a livello Ue.

Il metodo unico per il calcolo delle emissioni dei trasporti

La metodologia darà priorità ai dati primari, cioè alle misurazioni dirette, rispetto a stime o valori standard. L’obiettivo è rendere le informazioni più omogenee, confrontabili e affidabili, premiando gli operatori che dispongono di dati reali sulle proprie emissioni.

Per limitare gli oneri a carico delle piccole e medie imprese, l’intesa prevede che la Commissione europea sviluppi uno strumento pubblico, gratuito e di semplice utilizzo, accompagnato da un manuale operativo. Bruxelles avrà quattro anni di tempo per metterlo a disposizione.

ANSA riporta anche le dichiarazioni di Pierfrancesco Maran – eurodeputato del Pd, presidente della commissione Ambiente e relatore del provvedimento – secondo cui le nuove regole rappresentano un passo avanti per imprese, consumatori e clima, perché consentiranno informazioni più trasparenti e verificabili sui viaggi e sull’acquisto di beni.

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