Il fermo proclamato e ufficializzato dalla sigla Unatras lo scorso 20 aprile e atteso per la fine di maggio ha provocato la prima reazione che la sigla si augurava. Il ministro della Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha infatti convocato la sigla che riunisce le principali associazioni di settore per un incontro al MIT.

Fermo autotrasporto, cosa è venuto fuori dall’incontro tra MIT e Unatras

Dall’incontro di poco fa con il MIT, lato Unatras, trapela soddisfazione. Sul piano normativo – sottolinea l’organizzazione in una nota ufficiale – “il MIT si è impegnato su due fronti immediati: la richiesta al Ministero dell’Economia e delle Finanze di anticipare l’utilizzo del credito accise rispetto agli attuali 60 giorni, e la predisposizione di una nota esplicativa ufficiale sul corretto funzionamento della clausola del fuel surcharge — strumento essenziale per la tutela economica delle imprese di trasporto”.

Inoltre, è stata confermata ufficialmente la disponibilità di risorse destinate al sea modal shift. “Questi fondi – si legge nel comunicato – a partire dal prossimo anno saranno alimentati anche dai proventi del sistema ETS”.

Attenzione particolare è stata posta al trasporto insulare, con riferimento soprattutto alla Sicilia (che nei giorni scorsi aveva proclamato uno sciopero di cui abbiamo parlato qui). Le imprese che operano nelle isole, infatti, affrontano costi strutturalmente più elevati e condizioni di mercato penalizzanti. Unatras, per questo, ha chiesto misure dedicate e il MIT ha riconosciuto la specificità di queste realtà.

Per il momento, però, non è stata rilasciata alcuna dichiarazione in merito a un dietrofront sullo sciopero proclamato qualche giorno fa. Non è scongiurato, dunque, il pericolo che buona parte dell’autotrasporto italiano si fermi dal 25 al 29 maggio.

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