UNATRAS, organismo che rappresenta oltre il 90% delle imprese italiane di autotrasporto e che è presieduto da Paolo Uggè, ha confermato il fermo nazionale dell’autotrasporto: dalle ore 00:01 del 25 maggio alle ore 24:00 del 29 maggio 2026.

L’appello rivolto al Governo, è chiaro: basta con le risposte interlocutorie, ora servono misure compensative concrete contro l’aumento del costo del carburante, anche per salvaguardare quella che nella nota – a ragion veduta – viene definita “un’infrastruttura essenziale per il Paese e per la tenuta dell’economia nazionale”. È necessario, si legge nel comunicato di UNATRAS, “aprire un confronto serio con chi opera nel rispetto delle regole”.

L’organizzazione presieduta da Paolo Uggè ha anche espresso “il più profondo cordoglio” per la morte dell’autotrasportatore investito sull’autostrada A1, nel Casertano. Accanto al cordoglio, UNATRAS marca una distinzione netta rispetto all’iniziativa di protesta nel corso della quale si è verificata la tragedia: “Il fermo è stato proclamato da una sigla del tutto estranea a UNATRAS, che ha agito unilateralmente ignorando l’invito formale della Commissione di Garanzia sugli scioperi a revocare l’iniziativa, motivato dalla violazione del preavviso minimo obbligatorio e dal mancato rispetto della regola della rarefazione oggettiva prevista dalla Legge 146/1990″.

Per queste ragioni, UNATRAS ha annunciato di non voler partecipare a tavoli istituzionali con soggetti che, a suo avviso, non rispettano le regole del confronto e chiede alla Commissione di Garanzia e alle autorità competenti l’applicazione delle sanzioni previste.

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