Dopo il fallimento della trattativa tra i sindacati e le imprese di trasporto che svolgono le consegne a domicilio per Esselunga (Deliverit, Brivio & Viganò Logistics e Cap Delivery), è stato annunciato uno sciopero dei corrieri per il 24 luglio.

Lo stop non riguarderà solo la Lombardia, ma anche Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio. Nella giornata si svolgerà anche un presidio alla piattaforma logistica Esselunga di Pioltello, alle porte di Milano.

Driver Esselunga: mancato accordo sulla parte economica

Filt Cgil, insieme a Fit Cisl e Uiltrasporti, ha dichiarato ufficialmente lo stato di agitazione lo scorso 16 luglio. Nella nota che conferma lo sciopero, Filt Cgil ha dichiarato che “il nodo centrale rimane il mancato riconoscimento di un’indennità adeguata, solo due euro, per la consegna al piano, una funzione fondamentale e usurante nel lavoro dei driver. A ciò si aggiungono gravi mancanze di risposte su altri punti cruciali della piattaforma rivendicativa. Tra questi la parità di trattamento economico tra lavoro urbano ed extraurbano, come sulla pericolosità di carichi eccessivi senza strumenti adeguati come saliscendi elettrici, su un adeguato premio di risultato, sui turni domenicali e festivi ed in generale sulla contrattazione sindacale nazionale e territoriale”.

Una delle tre società di trasporto coinvolte, la Brivio & Viganò Logistics, in un comunicato diffuso il 17 luglio, ha precisato che “dopo un lavoro piuttosto complesso relativo alla parte normativa dell’accordo, sulle quali si sono registrate sostanziali e generali convergenze, le organizzazioni sindacali e le aziende non hanno trovato un accordo sulla parte economica”. La proposta presentata dalle aziende prevedeva un aumento complessivo della retribuzione di circa 2.000 euro nel primo anno, oltre a un premio di risultato con importi crescenti per il biennio 2026/2027. A questo si aggiunge quanto siglato in data 6 maggio 2025 con il riconoscimento di € 150 netti di bonus e € 100 netti assorbibili a fronte della buona riuscita delle trattative.

Proposte che, come detto, non sono state ritenute sufficienti dai sindacati, che hanno dunque deciso di interrompere la trattativa e far scattare la mobilitazione.

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