Dall’HPDI 2.0 all’HPDI 3.0. Cosa cambia con l’evoluzione del sistema di iniezione che Cespira presenta alla IAA
Cespira, la joint venture tra Volvo e Westport, ha annunciato la nuova generazione del sistema di iniezione brevettato HPDI 3.0, che verrà lanciato alla IAA Transportation 2026. Scott Baker, Chief Technical Officer, ci ha svelato una parte dei cambiamenti apportati al noto sistema HPDI, ora pronto ad accettare anche i carburanti alternativi.
In un comunicato stampa, Cespira (joint venture tra Westport Fuel Systems e Volvo AB) ha annunciato che alla IAA Transportation 2026, in programma dal 15 al 20 settembre, verrà presentata la terza generazione del sistema HPDI. Creato dalla Westport, l’High Pressure Direct Injection (HPDI) permette di iniziare la combustione in un motore Diesel di carburanti che, normalmente, non funzionano con motori ad accensione per compressione come il metano. Delphi ha sviluppato con Westport un iniettore concentrico che permette di associare in un unico iniettore la carica di energia e la carica d’innesco.
Scott Baker, Chief Technical Officer di Cespira, ha precisato durante un’intervista telefonica che l’HPDI 3.0 è disegnato per pressioni uguali o superiori a 350 bar, è compatibile con l’aumento del rapporto volumetrico dei prossimi motori e permette una gestione più precisa delle quantità di carburanti iniettati, in termini di pressione e di flusso. Corrisponde, di fatto, a una nuova architettura nel common rail che ha un doppio obiettivo: migliorare la risposta del motore e diminuire le emissioni (e di conseguenza la carica di lavoro dai sistemi anti-inquinamento). Nel caso della combustione con gas naturale liquefatto (LNG), il nuovo sistema HPDI 3.0 riduce drasticamente il flusso di ritorno del carburante verso il serbatoio. Di conseguenza, diminuiscono le necessità di ricupero di gas (argomento, questo, parecchio critico trattandosi di LNG).
Porta aperta per nuove fonti energetiche
Ciliegina sulla torta, l’HPDI 3.0 viene dichiarato come compatibile col idrogeno, il metanolo e l’etanolo. Questo estende gli ambiti di applicazione dell’HPDI anche al di fuori dei veicoli stradali in Europa o in Nord America. Scott Baker, rispondendo a una domanda sulle potenzialità del HPDI nel settore del movimento terra, dumper e altre applicazioni “off road” conferma che sono segmenti direttamente interessati a questi sviluppi.

D’altronde l’idrogeno, utilizzato in un motore a combustione interna, non richiede un livello di purezza detto “Grade 5”. La robustezza del motore endotermico, soprattutto in ambienti polverosi, è un bonus se paragonato alle celle a combustibile. E con l’etanolo, l’obiettivo commerciale potrebbe estendersi ad alcuni mercati del Sud America, come il Brasile. In tema di affidabilità, poi, Scott Baker aggiunge che il sistema HPDI è più tollerante ai carburanti di scarsa purezza rispetto i motori con accensione a candele. Tecnicamente, la decarbonizzazione va avanti. Ora Cespira deve impegnarsi in una battaglia di lobbying, sulla quale l’elettrico sembra aver vinto, al momento, a livello europeo.
di Jean-Philippe Pastre