In sei dei nove mercati UE analizzati da Transport & Environment (T&E), il costo totale di possesso di un camion elettrico risulta inferiore a quello di un equivalente diesel. Il dato, com’è ovvio che sia, riguarda i mercati in cui il modello economico favorisce l’elettrico.

Il rapporto di T&E stima un risparmio fino a 100.000 euro nei Paesi Bassi e 85.000 euro in Germania su cinque anni, con il recupero del maggiore investimento iniziale dopo circa due anni. In uno scenario che incorpora gli attuali rincari del gasolio, i risparmi potenziali salirebbero rispettivamente a 123.000 e 106.000 euro. Si tratta di risultati modellati, legati ai prezzi dei veicoli e dell’energia, ai chilometri percorsi, agli incentivi e ai pedaggi applicati nei singoli Paesi.

Camion elettrici, T&E: la situazione in Italia

Per un camion elettrico acquistato oggi in Italia, lo stesso modello calcola invece 94.000 euro di costi in più rispetto al diesel nei primi cinque anni. T&E indica tra le cause l’assenza di pedaggi differenziati in base alla CO₂, di un sistema di crediti per la ricarica nei depositi e di incentivi all’acquisto prevedibili.

Secondo le proiezioni dell’organizzazione, entro il 2030 l’elettrico potrebbe diventare più conveniente in tutti e nove i Paesi esaminati, ma il risultato dipende dalla riduzione dei prezzi dei camion e dall’attuazione delle misure ipotizzate. Per l’Italia, lo scenario più favorevole combina pedaggi ridotti e crediti per la ricarica, arrivando a un risparmio stimato di 60.000 euro in cinque anni.

“I governi possono fare la loro parte”, afferma Stef Cornelis di T&E, chiedendo esenzioni dai pedaggi, più infrastrutture di ricarica e allacciamenti alla rete più rapidi. L’associazione sollecita, inoltre, sollecita i costruttori ad aumentare la produzione per ridurre il prezzo iniziale dei veicoli.

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