Il Governo ha ufficializzato la proroga al cosiddetto taglio delle accise fino al prossimo 2 agosto. Il limite temporale precedente, infatti, era fissato per l’ormai imminente 8 luglio. La misura, com’è noto, riduce il peso delle accise sul costo del carburante alla pompa, abbassandolo di circa 30 centesimi al litro. È altrettanto vero, però, che questa iniziativa straordinaria del Governo non è riuscita a contrastare l’aumento dei prezzi alla pompa, ormai stabilmente sopra i 2 euro al litro (nonostante le minori accise) sia per la benzina che per il gasolio.

La proroga della misura anti-crisi è stata annunciata dall’Esecutivo con un comunicato stampa lo scorso 24 giugno, congiuntamente dal ministro dell’Economia Daniele Franco e da quello della Transizione Ecologica Roberto Cingolani. Il taglio delle accise riguarda, naturalmente, anche GPL e gas metano per autotrazione.

Le reazioni alla proroga del taglio delle accise fino al 2 agosto

Nei giorni scorsi avevamo dato conto della reazione di ANITA alla possibilità che il Governo prendesse questa decisione. In particolare, il presidente Baumgartner aveva avanzato perplessità, convinto del fatto che la misura penalizzi “le imprese di autotrasporto che in questi anni hanno investito e continuano a investire in veicoli moderni e che credono fortemente nella transizione ecologica”. Il provvedimento che riduce le accise sul carburante, scriveva ANITA, comporta la contestuale e momentanea esclusione dal beneficio del rimborso delle accise, autorizzata dall’Europa e riconosciuta alle sole imprese con veicoli di classe ambientale euro V ed Euro VI – vale a dire quelli di ultima generazione – andando di fatto ad avvantaggiare le imprese con veicoli più inquinanti.

Non è mancata la vis polemica di Cinzia Franchini, portavoce di Ruote Libere, che ha criticato l’atteggiamento di ANITA su una misura che, effettivamente, secondo Franchini, è “indispensabile ma del tutto insufficiente rispetto alla gravità della situazione”. Ruote Libere ha quindi rilanciato un cavallo di battaglia di questo periodo caldo, cioè l’idea di un tetto al costo del carburante di 1,60 euro al litro. L’unico modo, secondo l’associazione, perché gli autotrasportatori non debbano pagare eccessivamente il costo della crisi energetica in atto (nonché le evidenti manovre speculative, aggiungiamo noi).

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