Kempower è un costruttore finlandese di sistemi di ricarica per veicoli elettrici. Presente da pochissimo in Italia con una filiale nata poco più di un mese fa, Kempower punta con decisione al settore dei veicoli commerciali, forte di un modello di business che coniuga competenza hardware (le colonnine) e software (il sistema di ottimizzazione della ricarica in deposito per le flotte). Marco Bettega (foto in basso), Senior Sales Manager Italy Commercial Fleet, vede un futuro particolarmente roseo per i truck elettrici…

Kempower italia

Kempower punta forte sul settore truck

Sul fronte dei camion, si parla molto di elettrificazione, ma i volumi tardano ad arrivare. Nel primo trimestre di quest’anno è stato immatricolato in Italia un solo camion elettrico. Quali sono le prospettive di mercato, dal suo punto di vista?

“Il volume di vendite non è ancora elevato, è vero. In ogni caso, personalmente vedo un grande futuro per autobus e camion. Quello del camion è un mercato in crescita con previsioni rosee ben oltre il 2030. Stiamo finalmente assistendo all’emergere di operatori che presentano veicoli su una piattaforma direttamente elettrica. Ciò comporterà enormi vantaggi nell’ottimizzazione dei veicoli, sia in termini di migliori prestazioni che di chilometraggio raggiungibile.

Cosa significa ricarica in modalità dinamica? Significa poter effettuare una gestione intelligente dei punti di ricarica. Avendo a disposizione una certa potenza in kW, possiamo distribuirla tra i vari punti di erogazione in modo intelligente, sfruttando la potenza non utilizzata

Marco Bettega, Senior Sales Manager Italy Commercial Fleet, Kempower Italia

Avete già instaurato rapporti con i produttori di camion e furgoni elettrici?

“Assolutamente sì. Lavoriamo regolarmente con i marchi più prestigiosi del settore in Italia e in Europa”.

Nel settore truck, l’elettrico sembra essere in grado di imporsi a medio termine sulla distribuzione, sul breve raggio. Il lungo raggio può essere la chiave per una rete infrastrutturale distribuita e capillare, o i problemi di rete e di approvvigionamento sono insormontabili?

“Almeno oltre il confine italiano vedo pochi problemi. È noto l’impegno dei costruttori (il gruppo Traton, Daimler Truck e Volvo Trucks, nello specifico, ndr) nel promuovere una rete di ricarica capillare in Europa con l’obiettivo di avere 1.700 punti di ricarica entro il 2025. Ed è proprio in questo ambito che l’infrastruttura di ricarica di Kempower può fare la differenza. Il fatto di poter contare sullo stesso caricatore per auto, autobus e camion ci facilita sicuramente e ci renderà pronti quando inizieremo a costruire questa rete”.

Kempower Italia: parte di una strategia europea

Veniamo alla giovanissima filiale italiana di Kempower. Come siete strutturati al momento?

“Kempower Italia è stata costituita circa un mese fa e attualmente impiega tre persone. Abbiamo una figura che si occupa del mercato dei veicoli, una ulteriore figura tecnica che si occupa del supporto tecnico ai clienti, sia in fase di installazione che di manutenzione ed io che mi occupo esclusivamente di autobus e camion, producendo documentazione di gara e lavorando a fianco degli OEM e delle PTO”.

Kempower italia

L’ingresso in Italia fa parte di una strategia di espansione europea o è dettato da un ragionamento specifico sulle opportunità offerte dal nostro Paese?

“Fa parte di una precisa strategia di espansione europea, attraverso la creazione di uffici con personale assunto in loco. I primi Paesi coperti con uffici autonomi sono stati quelli del Nord Europa: Regno Unito, Germania, Paesi Scandinavi, Olanda, e da un anno anche il mercato del Sud Europa, cioè Francia, Spagna e Italia”.

Sistemi di ricarica Kempower: i punti di forza

Il mercato delle infrastrutture di ricarica per i veicoli commerciali è sempre più affollato. Quali sono i vostri punti di forza?

“Sicuramente la proprietà del software che gestisce l’infrastruttura di ricarica. Abbiamo sviluppato un backend che fa la differenza nell’ambito dei depositi, in quanto è in grado di riconoscere l’autobus o il camion in ricarica e di gestire in modo profilato la ricarica di veicoli di marche diverse. Un altro elemento che ci differenzia è la possibilità di realizzare la ricarica in modalità dinamica, un grande vantaggio per noi“.

Quello del camion è un mercato in crescita con previsioni rosee ben oltre il 2030. Stiamo finalmente assistendo all’emergere di operatori che presentano veicoli su una piattaforma direttamente elettrica. Ciò comporterà enormi vantaggi nell’ottimizzazione dei veicoli

Marco Bettega, Senior Sales Manager Italy Commercial Fleet, Kempower Italia

Può spiegare nel dettaglio di cosa si tratta?

“Significa poter effettuare una gestione intelligente dei punti di ricarica. Avendo a disposizione una certa potenza in kW, possiamo distribuirla tra i vari punti di erogazione in modo intelligente, sfruttando la potenza non utilizzata. Per fare un esempio, se ho una stazione di ricarica da 100 kW e la uso per caricare un veicolo che può assorbire 25 kW, rischierei di avere 75 kW inutilizzati. In questo caso, la modalità dinamica consente di utilizzare quei kW su altri punti di alimentazione. Ma c’è un altro elemento che vorrei sottolineare…”.

Prego…

“L’utilizzo dello stesso caricatore per ricaricare camion, autobus o auto. Ciò che cambia è solo l’interfaccia, ma l’unità di alimentazione è la stessa. Possedere il software di gestione e tutto l’hardware ci facilita questo compito”.

Concentriamoci per un attimo sull’hardware: che tipo di soluzioni offrite?

“Offriamo sia sistemi di ricarica in deposito che sistemi di ricarica rapida, meglio conosciuti come Opportunity. Le modalità di ricarica sono le stesse, anche in questo caso utilizziamo gli stessi caricatori. Ciò che cambia è solo l’interfaccia (presa CCS2, pantografo diretto o inverso) e la potenza erogata. Ciò comporta naturalmente una differenza in termini di potenza erogata. D’altra parte, il limite della ricarica veloce oggi non è nella colonnina, ma nel collegamento e nella capacità di ricarica del veicolo: il collo di bottiglia è la quantità di potenza che il veicolo è in grado di assorbire.

Naturalmente, è qui che entrano in gioco il Bms e la formula della batteria. Certamente i cavi migliorano sempre di più…

“Esattamente. Il nostro cavo di massima potenza è di 300 Ampère, che per 800 V significa erogare 240 kW (nella versione raffreddata a liquido possiamo erogare fino a 500 A). In ogni caso, come appena detto, è il veicolo a decidere quanta corrente può ricevere. Tutti i nostri sistemi sono già pronti per un futuro di connettori sempre più potenti“.

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