La commissione Trasporti e Turismo del Parlamento europeo ha approvato una proposta di revisione della normativa Ue sui pedaggi stradali per i veicoli industriali. Il testo, passato con 35 voti favorevoli e 6 contrari, introduce un elemento nuovo nel sistema tariffario europeo: non solo le emissioni della motrice, ma anche l’efficienza energetica del rimorchio o del semirimorchio potrà incidere sul costo del pedaggio.

Cosa c’è dietro la proposta dell’Ue

Il principio alla base della proposta è chiaro. A parità di trattore stradale, un semirimorchio più leggero, più aerodinamico o dotato di sistemi di refrigerazione elettrica può contribuire a ridurre consumi ed emissioni dell’intero complesso veicolare. La modifica punta a consentire agli Stati membri di applicare riduzioni ai rimorchi che rispettano determinati requisiti di efficienza.

Il provvedimento, elaborato sotto la guida del relatore Matteo Ricci, prevede inoltre la possibilità per i Paesi che già esentano dal pedaggio i veicoli a zero emissioni di estendere una riduzione del 75% anche ai veicoli a basse emissioni, fino al 30 giugno 2031. Una misura transitoria, pensata per accompagnare il mercato in una fase in cui la diffusione dei mezzi pesanti a zero emissioni resta ancora limitata.

La proposta si inserisce nel quadro della direttiva Eurovignette 2022/362, che ha avviato il passaggio da pedaggi basati sul tempo a pedaggi calcolati sui chilometri percorsi, introducendo anche la differenziazione in base alle emissioni di CO2.

Il percorso, tuttavia, non è concluso. Il voto della commissione Tran rappresenta il mandato ad avviare i triloghi con Consiglio e Commissione, ma dovrà essere confermato dalla plenaria del Parlamento europeo. Restano poi aperti i nodi tecnici: criteri di misurazione, certificazione dell’efficienza dei rimorchi, oneri amministrativi e margini di applicazione per i singoli Stati membri.

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