Proprio ieri, 8 maggio, il Parlamento europeo ha accolto la proposta della Commissione di rimodulare il calcolo delle emissioni su base triennale e non più su base annuale, in modo da concedere più tempo ai costruttori per adeguarsi ai nuovi standard imposti dalla corrente legislazione continentale. Già, ma i costruttori in questione sono quelli di auto e van, il trasporto pesante (soggetto anch’esso a sanzioni) rimane al momento fuori, pur dovendo rispettare standard piuttosto importanti in vista del futuro prossimo.

Massimo Artusi, presidente di Federauto, è intervenuto sulla questione con evidente spirito critico, mettendo in discussione innanzitutto il razionale della Commissione (e quindi del Parlamento UE) che rimane quello del calcolo delle emissioni ‘allo scarico’ (tank-to-wheel) senza considerare il ciclo di vita dei carburanti o dell’energia necessaria per alimentare i veicoli (well-to-wheel, dal pozzo alla ruota).

Massimo Artusi (Federauto): le sue parole sulla questione delle multe UE

Quindi, Artusi ha espresso l’insoddisfazione dell’associazione che rappresenta per l’esclusione dei mezzi pesanti (camion e autobus) dalle nuove misure europee in materia di emissioni. “L’inspiegabile assenza di una misura da applicare sul Regolamento 1610/24 sui target CO2 per camion e autobus, che abbia quindi per oggetto le multe per i Costruttori di HDV” rimane “una grave carenza legislativa”, secondo Artusi.

Massimo Artusi Federauto

“Occorre quindi un immediato intervento legislativo finalizzato ad emendare il Regolamento sui target CO2 per gli HDV in modo almeno da applicare – al pari dei veicoli leggeri – la diluizione per il triennio 2025-26-27 del pagamento delle multe CAFE a carico degli OEM. Se non altro per equità di trattamento”.

“Al di là di queste prime attività di revisione legislativa, i concessionari italiani insistono nel riconoscere il ‘Non Paper’ del Governo italiano, appoggiato da 15 Paesi Membri e a sua volta ispirato dal Piano Draghi, come punto di riferimento strategico per dare un futuro al settore ed auspicano che i Regolamenti CO2 Automotive siano revisionati in senso pragmatico dall’Europarlamento e dal Consiglio Europeo con misure compatibili con le reali dinamiche di mercato (e dell’ambiente), sia per le auto che per i veicoli pesanti”.

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