“La nuova Commissione europea, proposta dalla presidente Ursula von der Leyen, è la risultante di un difficile compromesso fra Stati e forze politiche che risente delle complessità scaturite dai risultati elettorali sia nazionali che a livello europeo”. Lo ha dichiarato il presidente di Federauto, Massimo Artusi, commentando le scelte della Presidente della Commissione UE per la composizione della Commissione europea. “Il nostro auspicio, in attesa che i singoli candidati superino l’esame del Parlamento, è che nella loro concreta azione politica sappiano trasformare quella che al momento può apparire una ‘squadra compromesso’ in una capace di superare ideologismi ed astrattezze, facendo finalmente chiarezza sui temi strategici per l’Europa, a cominciare dalla revisione dei Regolamenti del Green Deal Automotive“.

“Significativa in questo senso”, ha continuato Artusi, “ci appare la proposta di affidare la guida della Commissione ‘Clima, crescita zero net e pulita’ dell’olandese Wopke Hoekstra, esponente del Partito Popolare, che ha insistito nel suo programma sulla revisione del Regolamento CO2 (anche se nella Mission Letter si citano unicamente gli e-fuel ignorando che fanno parte della famiglia ben più ampia dei Carbon Neutral Fuels), mentre di senso contrario appare l’affidamento alla socialista spagnola Teresa Ribeira, della prima vicepresidenza esecutiva con delega alla Transizione, che è aggettivata come pulita, giusta e competitiva”.

“Sarebbe importante”, ha detto ancora Artusi, “che già in sede parlamentare arrivassero indicazioni più chiare per comprendere cosa aspettarci dalla nuova Commissione europea. Altrimenti – per le tematiche strategiche per il futuro sostenibile del comparto auto – non ci resterà che attenderla alla prova dei fatti, anche alla luce delle prime indicazioni che il Consiglio Competitività adotterà il prossimo 26 settembre sulla proposta italiana di anticipare al 2025 la revisione del Regolamento sui target CO2 per le autovetture”.

“Quel che è certo”, ha concluso Artusi, “è che un settore come quello dell’automotive, strategico per l’ambiente come per l’industria, per la società come per l’economia, merita al più presto scelte chiare, non ideologiche, né astratte, se si vuole contemporaneamente – per citare le nuove denominazioni dei Commissari – una “crescita net zero e pulita” e una transizione giusta e competitiva”.

Leggi anche: Artusi (Federauto) su Ursula von der Leyen: sull’automotive il programma è sommario

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