UNRAE ha diffuso, come di consueto, le proprie stime sulle immatricolazioni di veicoli industriali e commerciali. Segnali altalenanti sono arrivati nei mesi estivi di luglio e agosto dal settore dei veicoli industriali, con un preoccupante -10,8% a luglio seguito da un più confortante +20,8% anno su anno ad agosto. Complessivamente, i primi otto mesi dell’anno chiudono in rosso facendo segnare il -3,4%, con 16.855 unità immatricolate contro le 17.450 del 2021. Nel secondo quadrimestre il comparto dei mezzi pesanti mostra un avanzo pari al +7,5% rispetto allo stesso periodo del 2021, in controtendenza con i primi mesi dell’anno che avevano mostrato una contrazione del mercato.

Mercato veicoli industriali, parla Paolo Starace

“Sebbene il dato aggregato dei volumi di immatricolato di fine agosto denoti un andamento complessivo ancora negativo, il secondo quadrimestre mostra segnali di ripresa nonostante le difficoltà sul fronte della supply chain e dei costi energetici che continuano a gravare sulla produzione sia in termini di costo che di tempi di consegna”, ha commentato Paolo A. Starace, Presidente della Sezione Veicoli Industriali dell’UNRAE. “Pertanto, le previsioni di mercato per il 2022 rimangono condizionate non tanto dalla domanda, che rimane sostenuta, ma quanto dalla capacità dei Costruttori di produrre e consegnare i veicoli”.

Il settore dei commerciali leggeri

Ben più preoccupante è il comparto dei veicoli commerciali (con peso totale a terra fino a 3,5 ton), ormai abituato al segno meno praticamente dall’inizio di quest’anno. Il settore ha beneficiato di 12.755 unità registrate a luglio (-19,5%
rispetto alle 15.838 unità di luglio 2021) e 8.100 veicoli ad agosto (-12,2% sugli 9.228 di agosto 2021). Il Centro Studi e Statistiche UNRAE evidenzia per i primi otto mesi un totale di 108.045 veicoli immatricolati, con una contrazione del 12,3% e oltre 15.000 unità in meno rispetto allo stesso periodo del 2021.

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Un modesto effetto stanno avendo gli incentivi all’acquisto di nuovi veicoli, che sono praticamente fermi per carenza di richieste a causa dell’esclusione dal beneficio di quelli a combustione tradizionale con obbligo di rottamazione, categoria che rappresenta il 98% del mercato. “La decisione di precludere l’accesso agli incentivi agli automezzi con motori a combustione tradizionale di ultima generazione, produce un evidente impatto negativo sul processo di rinnovo del parco circolante”, ha sottolineato il Presidente dell’UNRAE Michele Crisci. “Sulle strade, secondo i
dati al 30 giugno, circolano 4.180.000 veicoli commerciali, il 42,2% dei quali è ante Euro 4, quindi con più di 16 anni di anzianità: con il ritmo di ricambio attuale l’intero parco verrebbe sostituito solo fra 22,5 anni, nel 2045”.

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