Calano di quasi 6mila unità le immatricolazioni di veicoli commerciali leggeri in Italia nei primi due mesi dell’anno, seguendo un trend che si era manifestato già nell’ultima parte dello scorso anno. L’andamento del mese di febbraio 2025 è simile a quello di gennaio, con circa 15mila veicoli immatricolati sotto le 3,5 ton di stazza, come certifica ANFIA. Di seguito le nostre tabelle elaborate sulla base dei dati forniti dalla stessa ANFIA.

mercato furgoni-febbraio 2025

A febbraio non cambia il quadro della suddivisione del mercato per alimentazioni, con il diesel sopra l’83% con oltre 25mila immatricolazioni. Calano i veicoli ibridi, sia diesel che benzina, mentre si conferma quarta ‘forza’ il full electric con poco meno di 900 veicoli registrati tra gennaio e febbraio.

mercato furgoni-febbraio 2025

Rispetto al solo mese di gennaio, FIAT si riprende lo scettro, strappandolo a Ford. Le due Case sono comunque molto vicine, separate da poco meno di due punti percentuali di quota di mercato. A seguire IVECO, Renault (assente dalla top five a gennaio) e Peugeot. Tra i primi cinque costruttori, Ford è l’unico marchio in crescita sul 2024.

mercato furgoni-febbraio 2025

Invariata, rispetto al solo mese di gennaio, la top five dei veicoli commerciali leggeri più venduti in Italia, con i due modelli di punta di FIAT Professional, Doblò e Ducato, separati da poco più di 500 unità. Terzo il Daily davanti all’accoppiata Ford: Transit e Transit Custom.

mercato furgoni-febbraio 2025

In primo piano

TSG e la transizione energetica del trasporto merci

Diego Socco e Marco Mazzucchelli raccontano il ruolo di TSG Italia nella transizione energetica del trasporto merci: dalla gestione degli impianti diesel, ancora centrali per le flotte pesanti, allo sviluppo di infrastrutture di ricarica ad alta potenza integrate con fotovoltaico, sistemi di accumul...

Articoli correlati

Mercato furgoni e trainati, segnali positivi a marzo

Marzo 2026 riporta in territorio positivo sia i veicoli commerciali leggeri, sia i rimorchi e semirimorchi. Ma dietro i dati incoraggianti restano nodi strutturali: incentivi ancora da attuare, domanda fragile e un parco circolante ancora troppo anziano.