Un manifesto strutturato su tre direttive, dalla formazione professionale alla transizione verde e digitale passando per le infrastrutture. Questa in estrema sintesi la ricetta di Conftrasporto-Confcommercio per sfruttare al meglio le risorse del Next Generation EU, il pacchetto di aiuti noto come Recovery Fund, in arrivo da Bruxelles per far fronte alla crisi pandemica. La Confederazione delle imprese italiane di autotrasporto, trasporto marittimo e ferroviario e logistica, auspica che attraverso i 209 miliardi di euro previsti per il nostro Paese, si possa “Riconnettere l’Italia”.

Recovery Fund

Recovery Fund, un mix di interventi per valorizzare al meglio le risorse

Per Conftrasporto-Confcommercio c’è bisogno un mix di interventi. In primis, il necessario potenziamento infrastrutturale di medio e lungo termine. Da affiancare però a incentivi e sostegni alla domanda per trasporti più efficienti, sostenibili, sicuri.

A questo proposito, il ‘manifesto’ sollecita la messa a punto di una mappa sullo stato dei ponti e delle infrastrutture. Questo, (anche) per consentire ai trasporti eccezionali di poter circolare in sicurezza.

Il Recovery Fund non dovrà dimenticare gli investimenti per l’autotrasporto, facilitando l’accesso al credito e agli incentivi da parte delle imprese. Inoltre, semplificando le procedure amministrative. Alla base delle misure, ribadisce l’associazione di categoria, dovrà esserci innanzitutto un generale miglioramento delle condizioni di “contesto” (fisco e previdenza in primis).

Conftrasporto ha quindi individuato tre punti cardine per il rilancio del settore e per un utilizzo oculato delle risorse in arrivo.

Conftrasporto, per far ripartire i trasporti bisogna iniziare dalla formazione e dal lavoro

Occorrono investimenti per gli Istituti Tecnici Superiori (ITS) della logistica e del mare per accrescere le competenze digitali dei giovani e lo sviluppo del settore. Fra gli strumenti da incentivare, la formazione a distanza per i vantaggi connaturati in termini di tempo ed economici.

Ma anche borse di studio per la formazione di alto livello per master universitari dedicati alla logistica, al fine di preparare anche a carriere lavorative manageriali. Non vanno dimenticati poi gli interventi a favore della formazione professionale dei camionisti, per sopperire l’emorragia che sta colpendo la categoria e, allo stesso tempo, porre un freno alla dilagante disoccupazione giovanile.

L’importanza della transizione verde e digitale nel Recovery Fund

Il Green Deal proposto dalla Commissione europea impone risposte concrete e immediate. Quelle individuate da Conftrasporto sono: un ingente piano di finanziamento per il rinnovo del parco mezzi; un piano pluriennale per l’autotrasporto che rafforzi gli incentivi a favore della sostenibilità; un piano di supporto al settore del trasporto marittimo per la riconversione sostenibile dei motori.

Sul piano dei combustibili, occorre incentivare la diffusione del gas naturale liquefatto (GNL) e, contro l’inquinamento dei porti, varare un piano nazionale di elettrificazione delle banchine.

Le infrastrutture per la mobilità

Imprescindibili per la competitività dell’Italia in e con l’Europa ci sono almeno tre grandi priorità, cioè tre grandi corridoi, che sono:

  • Scandinavo Mediterraneo con il tunnel ferroviario del Brennero, la terza corsia autostradale, l’alta velocità ferroviaria fino a Bari e alla Sicilia con la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.
  • Reno-Alpi con la realizzazione del terzo valico dei Giovi, della velocizzazione delle tratte della Pianura Padana e delle connessioni con i valichi svizzeri, nonché, per la decongestione ligure, la realizzazione della Gronda di Genova.
  • Mediterraneo con il completamento della Tav Torino-Lione e dell’alta velocità veneta.

Il manifesto di Conftrasporto-Confcommercio sollecita inoltre un programma di interventi per la sicurezza stradale, come la manutenzione straordinaria delle infrastrutture e lo sviluppo delle ‘smart roads’.

Nei porti, l’obiettivo è quello di un piano che assicuri piena copertura finanziaria alle priorità nazionali indicate nell’allegato al DEF ‘Italia Veloce’. L’intermodalità ferroviaria dovrà comparire, infine, fra gli interventi connessi all’ultimo miglio dei porti.

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