IAA 2026, i marchi cinesi protagonisti: l’Europa, ora, deve reagire
Molto più che per le peraltro poche novità di prodotto, ricorderemo l’edizione 2026 del salone di Hannover per la numerosa e organizzata presenza dei costruttori cinesi, qualche anni fa soltanto considerati marginali, ma oggi più che mai pronti e decisi a conquistare il mercato europeo.
Che anche l’industria europea del camion, al pari di quella dell’auto, dovesse prima o poi fare i conti con la Cina, lo si era capito da tempo. I segnali lanciati al Vecchio Continente, d’altronde, sono stati nel tempo abbondanti, ripetuti ed evidenti. Bastava saperli leggere, evitando però la leggerezza di sottovalutarli.
Adesso il tempo è scaduto, e la musica è cambiata. La Cina è arrivata, è qui tra noi, e con noi (inteso come industria dell’Occidente) promette di restare, con tutta la forza di cui è capace. Promettendo di cambiare per sempre il modo di considerarla.
La Cina protagonista a IAA
Dopo una prima presenza esplorativa nel 2022 seguita da un qualcosa di già più consistente in quella successiva del 2024, il messaggio recapitato da Oriente all’Iaa Transportation 2026 di Hannover è forte e chiaro. E parla di un’ambizione di conquista del mercato europeo che non è più da considerare utopia, bensì rappresenta l’obiettivo di una precisa strategia che peraltro già oggi poggia le basi su una serie di considerevoli vantaggi – sia tecnologici così come in termini di economie di scala – di cui l’industria cinese può beneficiare, peraltro spalmandoli su un consistente numero di marchi, attrezzati e agguerriti.
Iaa Transportation 2026 l’ha confermato. Eravamo ad Hannover ma pareva di essere a Pechino, o da quelle parti. Tanti, tantissimi costruttori, di camion pesanti, leggeri, veicoli commerciali e pure autobus (da Byd a Foton, da Dongfeng a Sinotruck solo per citarne alcuni) oltre a una nutrita schiera di componentisti e accessoristi. E gli europei, vi e ci chiederete? C’erano (quasi tutti) con la forza della loro storia e del loro know-how. Costretti ora a inseguire? No. Piuttosto, chiamati a reagire per arginare l’avanzata cinese.